(red.) Un capannello di persone formato da giudice, magistrato e avvocati nel tardo pomeriggio di venerdì 13 ottobre ha raggiunto Serle, nel bresciano, per cercare di ricostruire l’omicidio di Eduard Ndoj avvenuto il 14 dicembre 2013. Per quel delitto è imputato Mirco Franzoni il cui processo davanti alla Corte d’Assise di Brescia è iniziato a settembre. In quell’occasione erano stati proprio i legali dell’uomo a chiedere e ottenere dai giudici di fare un sopralluogo sul posto.

Così, nell’arco di un’ora e mezza, dalle 18 alle 19,30, in orario simile a quel giorno, è iniziata l’attività. Si è partiti dalla casa di Ezio Franzoni, fratello di Mirco, che quel giorno fu oggetto di una rapina. Mirco, di ritorno da una battuta di caccia con il padre, lo aveva scoperto grazie a una vicina di casa. A quel punto il giovane era andato alla ricerca del ladro e del complice che dopo il furto erano fuggiti dai boschi. In vicolo Castagneto, Franzoni aveva scovato proprio l’albanese 26enne e sembra che, secondo la sua versione, il malvivente gli cercasse di rubare il fucile che aveva ancora addosso.

In quel momento sarebbe partito il colpo mortale. Tutte queste dinamiche sono state provate e simulate, anche nella distanza, nella visita del giudice Roberto Spanò e del magistrato Caty Bressanelli. Ora l’attenzione si sposterà sul 18 ottobre per una nuova udienza del processo e sulla base anche degli elementi raccolti nel sopralluogo.

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