(red.) Il territorio bresciano continua a distinguersi per il bracconaggio. L’ultimo episodio in ordine di tempo è costato una denuncia per furto venatorio ai danni dello Stato per un 50enne di Prevalle che di giorno era impiegato come operaio e la notte cacciava uccelli. Nonostante, in realtà, non avesse nemmeno la licenza, quindi non potesse praticare l’attività venatoria. I carabinieri forestali di Gavardo e Brescia lo hanno colto in flagrante durante un controllo tra le campagne di Montichiari e Carpenedolo.

Qui, infatti, l’operaio aveva montato circa venti metri di reti e con tanto di richiamo acustico. Di conseguenza, gli uccelli venivano attirati dal segnale per poi restare imprigionati in quella trappola. A quel punto l’uomo non doveva fare altro che raccogliere illegalmente le specie cacciate e portarle nel proprio garage a Prevalle dove erano presenti delle gabbie.

Non potendo praticare la caccia, è probabile che il 50enne catturasse gli uccelli per poi venderli ad altre doppiette che avrebbero potuto usarli come richiami vivi nei loro capanni, oppure ai grossisti. Ovviamente, in cambio di denaro tale da assicurare un altro stipendio oltre a quello da operaio. Al termine dell’operazione i militari hanno sequestro due richiami acustici, venti metri di reti, tre gabbie su pali e una decina di uccelli vivi.

Comments

comments