(red.) Si è rivelato più grave di quanto inizialmente previsto l’incendio divampato nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 ottobre in via Vecchia per Pontoglio a Chiari, nel bresciano. La zona colpita è quella dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici Staf, già nel mirino delle critiche da tempo perché pare che oltre al materiale autorizzato, vengano mescolati anche fanghi industriali non adatti. In ogni caso, martedì notte intorno all’una, forse a causa delle alte temperature, le montagne di rifiuti presenti nel piazzale hanno preso fuoco per autocombustione.

Il rogo ha poi provocato delle colonne di fumo nero alte un centinaio di metri e portando sul posto un vasto schieramento di vigili del fuoco dai paesi vicini e da Brescia. Ci sono volute diverse ore, fino a mercoledì pomeriggio, per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, bagnando il terriccio di rifiuti con gli idranti per evitare il formarsi di altri focolai. Gli stessi addetti antincendio hanno fatto anche in modo che l’incendio non raggiungesse gli edifici vicini, mentre i gestori dell’azienda non hanno potuto fare altro che assistere allo spegnimento e ai danni creati.

E’ stata allertata anche l’Arpa di Brescia che comunque non ha rilevato gravi rischi per la salute pubblica. L’episodio ha riacceso le polemiche in paese, a partire dalla Lega Nord che sottolinea dei piccoli incendi frequenti e del fatto che la Staf è intenzionata a costruire un altro impianto simile in via Rudiano. E chiede all’Ats e all’Arpa un intervento per valutare se la situazione di lavoro sia stata corretta.

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