Foto da Bresciaoggi

(red.) Nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 ottobre si è sfiorata la tragedia a Campione di Tremosine del Garda, nel bresciano. Intorno alle 18,30 un turista finlandese di 29 anni, base jumper, ha raggiunto il punto più alto del fronte roccioso a strapiombo per lanciarsi con tuta alare e paracadute. Nel momento in cui ha affrontato la prova per fluttuare nell’aria, ha poi innescato il dispositivo di sicurezza per aprire il pallone gonfiabile, ma qualcosa non avrebbe funzionato.

Infatti, dopo le urla per la richiesta di aiuto, ha cercato di atterrare in sicurezza accanto alla scuola di vela sulla zona, ma invece si è schiantato su una spiaggia. Le grida del giovane turista avevano attirato l’attenzione dei presenti all’interno dello stesso centro velico e inducendo a chiamare i soccorsi al numero unico di emergenza 112. Sul posto è arrivata un’ambulanza da Gargnano che si è fatta carico dell’uomo e lo ha trasportato in codice rosso all’ospedale di Gavardo dove ha riportato ferite al volto, alle braccia e alle gambe. Era stato anche allertato l’elicottero, ma poi non è stato più necessario.

Sul luogo sono giunti anche i carabinieri di Limone per ricostruire l’accaduto e hanno sequestrato l’abbigliamento sportivo indossato dal turista. Ma a Campione, da parte del sindaco di Tremosine Battista Girardi, è tornata la polemica. Infatti, da quella falesia è proibito lanciarsi e ogni cartello e misura di divieto non è mai stato però rispettato. Non a caso l’ultimo episodio del genere era avvenuto in estate quando un turista tedesco venne salvato dai vigili del fuoco dopo essere rimasto impigliato proprio sulla falesia.

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