(red.) Assolto dalla violenza sessuale perché il fatto non sussiste e anche dai maltrattamenti perché il fatto non costituisce reato. E’ la sentenza che mercoledì 11 ottobre un uomo si è sentito pronunciare dal giudice del tribunale di Brescia Maria Chiara Minazzato. Si tratta di un 40enne residente in Valsabbia che nell’ottobre del 2016 venne arrestato dopo le accuse di abusi sessuali da parte della figlia da poco maggiorenne.

La ragazza in un tema di scuola aveva scritto di quegli atteggiamenti che sarebbero durati quattro anni, dai 14 ai 18 anni. Quindi la segnalazione alla procura di Brescia, l’arresto e il pubblico ministero che ha chiesto per l’uomo 8 anni e mezzo di reclusione. La giovane aveva poi ritrattato, ma in seguito confermato gli abusi. Il giudice, invece, ha accolto la posizione degli avvocati dell’uomo. Una patologia psicologica, oltre al fatto che la ragazza criticava di essere stata riconosciuta dal padre solo tempo dopo la nascita, l’avrebbe spinta a lanciare quelle accuse così pesanti.

E secondo il giudice, la giovane si sarebbe quindi inventata tutto. Dopo le accuse, la ragazza era andata a vivere prima dalla nonna materna e poi dalle amiche, mentre ora il rapporto con il padre potrebbe essere ricomposto. Ma non è detto. Intanto il 40enne è tornato in libertà e ha rivelato di aver già perdonato la figlia. Al contrario, lei dice di essere “senza parole” e che “se mio padre vuole tornare deve essere lui a fare il primo passo”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 70 giorni.

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