(red.) Pensionato, ex dipendente o attualmente lavoratore, oppure senza un’occupazione. Soprattutto idraulici, pittori, muratori o anche giardinieri e trasportatori di persone. Attivi in particolare in Valtrompia e sul lago di Garda. E’ il profilo medio dell’artigiano abusivo emerso da un’indagine del Centro Studi Poisa dell’Associazione Artigiani di Brescia e presentata venerdì 22 settembre dal presidente Bortolo Agliardi. L’indagine fa riferimento a telefonate verso 2 mila imprese e con almeno 1.500 risposte valide.

Così è emerso che oltre a 34.900 attività artigianali riconosciute dalle associazioni e dal Fisco, ci sono altri 13.800 abusivi. Questo vuol dire che nel bresciano un artigiano su quattro opera nell’illegalità. La spiegazione riguarda soprattutto il fatto che i clienti si rivolgono agli abusivi per spendere meno rispetto a quelli professionali. Un fenomeno in crescita soprattutto tra i lavori che non richiedono particolari investimenti e spese, come estetisti e acconciatori, giardinieri e nel campo dell’edilizia. Dall’Associazione Artigiani fanno sapere che la metà degli abusivi sono proprio pensionati o ex dipendenti, rischiando quindi di togliere il posto di lavoro ai più giovani.

Per questo motivo il presidente Agliardi chiede che la scuola faccia più formazione e che i Comuni collaborino nell’indicare le figure professionali illecite. Sul fronte dell’abusivismo, l’associazione bresciana ha sottolineato la presenza di una proposta di legge in discussione al Senato e che prevede fino a 20 mila euro di multa e il sequestro degli attrezzi a chi viene beccato. Ma anche il carcere (fino a 2 anni) nel caso in cui l’attività illecita dovesse provocare danni al cliente.

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