(red.) La Corte di Giustizia Europea ha annullato oltre 51 milioni di euro di sanzioni che erano state comminate a diverse aziende attive nel campo della siderurgia, tra cui alcune bresciane, ree di aver costituito un “cartello” sul tondo da cemento armato. Le imprese bresciane coinvolte nella vicenda – che si riferiva al periodo dal 1989 fino al 2000 – sono la Feralpi Holding (aveva ricevuto una multa da 10,25 milioni), Ferriera Valsabbia e Valsabbia Investimenti (10,25 milioni) e Alfa Acciai (7,175 milioni).

Fuori da Brescia anche a Ferriere Nord (3,42 milioni) e Riva Fire (26,09 milioni). Dopo le multe inflitte, le varie aziende avevano presentato ricorso sul quale il tribunale europeo ha deciso a loro favore. I motivi sarebbero puramente tecnici, cioé il fatto che la commissione che ha dato le sanzioni avrebbe considerato non ricevibili le eccezioni presentate dalle multate. In più, queste ultime non sarebbero neanche state convocate in audizione per esprimere le loro posizioni. Di conseguenza, le sanzioni milionarie nei loro confronti sono state annullate.

Nella vicenda sono state coinvolte anche la IRO, Leali e Lucchini, ma non avendo presentato ricorso restano ancora soggette alle multe per altri 30 milioni in tutto. Da Brescia è arrivato il commento positivo del presidente di Feralpi e dell’Associazione Industriale Bresciana Giuseppe Pasini. “E’ una sentenza che ormai non aspettavamo più nonostante l’esito favorevole al nostro ricorso arrivato a dicembre – ha commentato Pasini – ora sono due le sentenze che ci danno ragione”. Si dice fiducioso anche sull’indagine aperta dall’Antitrust italiana per multe da più di 140 milioni di euro, ancora con le accuse di un presunto “cartello” condotto sul tondo.

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