(red.) Si chiamava Giuseppe Facchetti, 57 anni, l’uomo morto carbonizzato alla guida della Lancia Y10 nella tarda serata di martedì 12 settembre mentre percorreva la “Corda Molle” in direzione della sua casa a Montirone, nel bresciano. Aveva appena cenato con alcuni amici in provincia di Bergamo e intorno alle 23 stava attraversando l’innesto tra l’A4 e l’A21 in direzione di Poncarale. Dopo aver superato l’uscita per Flero, la sua vettura è stata tamponata da una Bmw condotta da un 31enne. A causa dello scontro, l’utilitaria ha iniziato a sbandare per poi finire contro il new jersey di protezione e ribaltarsi più volte sull’asfalto.

Nell’impatto si sono accese alcune scintille che hanno poi innescato il rogo all’interno dell’abitacolo in lamiere e per il 57enne non c’è stato nulla da fare. Il 31enne che ha provocato l’incidente e un altro conducente hanno cercato di soccorrere l’uomo, ma l’auto era troppo contorta su sé stessa. Poi è stato allertato il 112 che ha fatto muovere la polizia stradale di Montichiari per i rilievi e le ambulanze, insieme ai vigili del fuoco. Ma questi ultimi non hanno potuto evitare che il fuoco – alimentato dal serbatoio tra l’altro con il pieno di benzina appena inserito visto che l’uomo sarebbe dovuto andare fuori provincia mercoledì mattina per lavoro – compisse la tragedia.

Ci sono volute diverse ore nel pomeriggio prima di identificare il corpo carbonizzato di Facchetti, nato a Leno, ma residente a Montirone dove abitano anche i genitori. Il 31enne, portato in ospedale in stato di shock per quanto avvenuto, è stato sottoposto al test dell’alcol e della droga che si è rivelato negativo. Ma a suo carico la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale. La vittima era molto conosciuta per aver gestito ventisei società agricole legate alle quote latte, tema su cui aveva combattuto. Ma era stato coinvolto anche in problemi finanziari con i fallimenti di alcune imprese.

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