(red.) Martedì 12 settembre per la maggior parte degli studenti bresciani è stato il giorno di rientro a scuola dopo le vacanze estive. Aldilà del problema delle cattedre vacanti, soprattutto per quanto riguarda il sostegno, ma meglio del 2016 come dicono dalla Cisl Scuola, un altro disagio è legato ai vaccini. Entro l’11 gli studenti degli asili nido e delle materne avrebbero dovuto presentare le certificazioni dei vaccini eseguiti, oppure un documento con cui confermavano di aver intenzione di sottoporsi.

Infatti, il nuovo decreto del ministero della Salute chiude le scuole a chi non esegue i vaccini obbligatori. In alcuni Comuni italiani sono dovuti intervenire addirittura i carabinieri nel momento in cui vari genitori si sono visti rifiutare l’ingresso dei propri figli in aula perché scoperti da ogni vaccino e senza alcuna certificazione. Per quanto riguarda il bresciano, sono 5.690 quelli nati nel 2001 e che non sono mai stati sottoposti ad alcun vaccino e quasi 15 mila quelli che non hanno risposto ai richiami.

Così è successo che alle materne di Lamarmora e Folzano alcuni bambini sono rimasti a casa in attesa che i loro genitori decidano di regolarizzare le posizioni. Oppure ci sono situazioni di classi e sezioni completamente straniere e di cui i genitori non erano informati o distratti sulle nuove normative. Tanto che la Regione Lombardia, attraverso l’assessore al Welfare Giulio Gallera, ha deciso di ripristinare la proroga dei 40 giorni entro i quali i bambini devono essere vaccinati per poter entrare a scuola. Per il resto dell’obbligo la scadenza è il 31 ottobre, altrimenti si può incorrere in multe. Di certo, regna la confusione.

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