Egregio direttore, 
Le infrastrutture sono un argomento sempre attuale e di enorme interesse: una viabilità perfettamente funzionante consente benefici quotidiani non solo agli automobilisti e ai pendolari, ma soprattutto al trasporto su strada. 

Per questo, in qualità di Presidente della F.A.I. di Brescia, mi appaiono francamente paradossali due situazioni di stallo che coinvolgono la nostra provincia.

Sempre attuale è la questione dell’autostrada della Valtrompia. Un disagio che si riflette anche su alcune infrastrutture ad essa collegate. Mi riferisco alla rotatoria di via Antonini a Sarezzo, un’opera strategica messa in standby dalla richiesta di prolungamento del raccordo autostradale verso la Valgobbia.

Come ha ricordato di recente il Sindaco di Sarezzo, Diego Toscani, sono 250 gli autoarticolati che ogni giorno arrivano alle Acciaierie Venete, altri 200 transitano sulla stessa strada. A questi si aggiunge il nuovo stabilimento della P.E.L. in costruzione, che contribuirà senza dubbio all’aumento dei mezzi pesanti e la rotatoria che verrebbe costruita – peraltro senza costi per il Comune perché pagata dalle aziende – sicuramente aiuterebbe a decongestionare la viabilità.

La F.A.I. ritiene che si tratti di un’opera essenziale per regolare il traffico quotidiano che – come segnalato in questi giorni dalla stampa locale – sarebbe dovuta concludersi entro fine anno. Il cantiere però è ancora fermo: oltre al danno, la beffa, non procede l’autostrada, non si fa la rotonda.

Veniamo poi ad un’altra monumentale “incompiuta” nella storia delle infrastrutture bresciane. La Corda Molle fra Azzano Mella e Travagliato: una storia infinita, iniziata oltre dieci anni fa e “scoppiata” nel 2012.

Dopo il tratto realizzato da Azzano Mella a Montichiari (17 km aperti il 3 febbraio 2012) Centropadane, quando è diventata certa la perdita della concessione per la A21, ha bloccato i lavori del lotto Ovest – mancano altri 13 km fino al casello A4 di Ospitaletto. 

L’unica certezza è che al momento il Gruppo Gavio, che ha vinto la gara per l’autostrada A21 Brescia-Piacenza, non ha ancora ottenuto ufficialmente la concessione, né pagato gli oneri di subentro alla vecchia concessionaria o ha risolto la questione espropri (alcuni dei quali sono oggetto di causa in tribunale).

Quando ancora bisognerà aspettare? Se anche il Decreto arrivasse in tempi brevissimi, bisognerà contare altri tre o quattro anni di cantieri. Decisamente troppi.

Le strade bresciane hanno bisogno di essere pronte per accogliere sia il traffico leggero, che pesante, che eccezionale. Si parla tanto di Mobilità Sostenibile, ma neppure i progetti già avviati vengono conclusi.

A questo si sommano i disagi per chi ha dovuto cedere i terreni ai cantieri, ed è ancora in attesa dei soldi degli espropri. Proprietari – in prevalenza agricoltori – che per tutti questi anni hanno continuato a pagare l’Imu sui loro campi inutilizzabili. È vero che molti di loro hanno accettato l’accordo proposto dal Ministero a fine 2015, ma c’è ancora chi è in attesa dei soldi.

Capisco che i costi, i lavori e i possibili disagi per gli utenti siano importanti, ma ogni infrastruttura rappresenta un tassello che si incastra in un quadro complessivo a tutto vantaggio della viabilità generale, soprattutto per alleggerire i tracciati abitualmente percorsi dalle automobili e dai camion.

I camion non possono scegliere di fare deviazioni improvvise o “scorciatoie” in caso di necessità, come fanno le automobili. Dobbiamo poter contare su strade complete e pienamente funzionanti. Non dimentichiamo che gli ingegneri dell’Università stanno facendo un lavoro capillare per verificare lo stato di manutenzione dei ponti e dei viadotti della provincia; le nuove strade potrebbero essere una valida alternativa in attesa del via libera degli esperti o in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione.

Bisogna definire con precisione tempi, costi e soggetti responsabili per le diverse opere e fasi realizzative: non è sufficiente che il Ministro dei Trasporti venga a Brescia ad annunciare l’avvio dei lavori se poi per pubblicare un Decreto – come quello riguardante la A21 – ci vogliono 2 anni.

È essenziale che le imprese siano messe in condizione di operare in un contesto favorevole e competitivo: questo significa garantire tempi certi nella realizzazione delle opere, eliminare i vincoli, semplificare le regole, rivedere i meccanismi fiscali. Se dall’approvazione di un progetto alla sua cantierizzazione passano degli anni, i costi lievitano, e le opere si bloccano

Il nodo delle risorse è cruciale. La F.A.I. di Brescia sollecita tutte le istituzioni a prendere le decisioni necessarie per superare le strozzature del sistema dei trasporti e per consentire alle imprese di restare agganciate ai grandi flussi europei di merci, senza perdere ulteriormente una già precaria competitività.

 

  Il Presidente F.A.I. di Brescia
 Sergio Piardi

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