(red.) «Positivi i dati Istat sulle esportazioni, soprattutto in considerazione del fatto che l’euro si sta rafforzando da mesi sulle altre valute». Ad affermarlo è Alessandro Orizio, vicepresidente di Apindustria Brescia con delega all’internazionalizzazione, commentando la buona performance delle esportazioni bresciane che nei primi sei mesi dell’anno hanno fatto registrare un +7,6% rispetto all’analogo periodo del 2016.

«Nonostante l’euro forte andiamo meglio – osserva Orizio -, questo significa che stiamo recuperando in competitività, in tecnologia e che, nel prossimo futuro, potrebbe andare anche meglio con le innovazioni di industria 4.0». Per Orizio i dati sono comunque da leggere con attenzione: «L’export verso Germania e Francia va bene, ma è interessante soprattutto che si stiano recuperando le quote perse in Russia o che si stia crescendo in Cina, dove sono ripresi anche gli investimenti diretti, e in altri paesi asiatici. Fondamentale, per noi, è trovare infatti altri mercati di sbocco oltre a quelli tradizionali».

L’export bresciano al 7,4% è leggermente inferiore rispetto alla media nazionale (8%), in quanto l’industria bresciana esporta prevalentemente beni strumentali, settori che si stanno riprendendo in questa fase, e in proporzione meno prodotti dell’agroalimentare (in forte crescita). La nostra provincia si conferma comunque come una di quelle più vocate all’internazionalizzazione. Nel primo semestre 2017, in valori assoluti, le esportazioni bresciane ammontano a 7.887.213.506 euro. Col segno positivo anche le importazioni, 4.609.001.211 euro, il +10.6% in più rispetto al primo semestre dello scorso anno.

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