(red.) Ospitaletto. L’acciaieria Stefana era fallita ormai da un pezzo, lasciando dismessa un’area industriale di 900mila metri quadrati, alle porte del paese, comprese le discariche piene di scorie.

17 mesi fa, il gruppo Esselunga ha acquistato la proprietà del terreno pagando 51,5 milioni di euro. Il marchio italiano ne spenderà circa dieci volte tanto per smantellare lo stabilimento, bonificare le discariche dismesse e realizzare 290mila metri quadri di magazzini.

Il progetto del gruppo leader della distribuzione è molto ambizioso. Ospitaletto diventerà il nodo logistico per le merci in vendita in tutto il nord Italia. Contrariamente alla prima intenzione del colosso dei supermercati, che voleva costruire i magazzini rendendo edificabili 400mila metri quadri di campi agricoli, la scelta dell’acquisto dell’ex acciaieria Stefana è anche volta a mostrare un volto di Esselunga più vicino all’ambiente.

L’aumento del traffico pesante, benché comunque non paragonabile alle vecchie emissioni dell’acciaieria, sarà bilanciato dalla creazione di un parco di 220mila mq e dalla piantumazione di 13 mila alberi. In più sono previsti un nuovo palazzetto dello sport e una pista ciclabile.

Secondo il sindaco Giovanni Battista Sarnico, l’arrivo ad Ospitaletto di Esselunga, oltre che un’occasione di risanamento ambientale grazie alla bonifica delle scorie della Stefana, sarà anche un’ottima spinta occupazionale: non solo sarà garantito il ricollocamento per 190 ex dipendenti dell’acciaieria, ma creerà nuovo indotto per le imprese artigiane, commerciali e di servizi.

I lavori per la costruzione dei magazzini inizieranno la seconda metà del 2019, dopo lo smaltimento dei rifiuti dell’acciaieria e l’eventuale bonifica.

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