Siamo agli sgoccioli. Fra sette giorni, anche i quartieri di Brescia antica, centro storico nord e sud, adotteranno la raccolta differenziata porta a porta.

Dal 20 settembre, a Brescia, spariranno per sempre i comuni cassonetti grigi e la città avrà un servizio per lo smaltimento dei rifiuti unico su tutto il territorio.

La conversione alla differenziata è durata oltre un anno e mezzo, ma l’epilogo potrebbe essere più lento del previsto.

In un’intervista al GdB, l’assessore all’ambiente Gianluigi Fondra mette in guardia gli abitanti del centro: per adesso solo il 41,1% dei residenti nei quartieri interessati ha ritirato il kit necessario.

Si sa come fanno poi a finire queste cose: “c’è tempo fino al 20 – ricorda l’assessore- ma sarebbe auspicabile che i cittadini si rechino quanto prima a ritirare i bidoncini (…), per evitare code e d ingorghi agli sportelli”.

Dove trovare il kit. Il necessario per la raccolta differenziata sarà consegnato ai richiedenti dai funzionari comunali, fino al 20 settembre incluso. Ci si può recare tutti i giorni in via Reverberi 34, dalle 9 alle 14 (fatta eccezione per domenica 17, quando lo sportello resterà chiuso).

Per i residenti, oltre che lo sportello in via Reverberi, l’unico in grado di ricevere i titolare delle utenze non domestiche, ci sono altre tre sedi decentrate aperte dalle 9 alle 16 in orario continuato.

In dettaglio: oggi, 12 settembre, e domani nella sala Piamarta di via San Faustino 74; il 14 e 15 settembre all’oratorio Sant’Afra di vicolo dell’Ortaglia 6; il 18 e 19 settembre alla parrocchia dei Santi Nazaro e Celso in contrada delle Bassiche 47/f.

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5 Commenti

  1. Ritengo il metodo di raccolta sbagliato in quanto la vera differenziata per il recupero è un altra cosa, va fatta fare a gente esperta con macchinari adeguati, per avere un vero recupero. Comunque un mio amico straniero vendo a brescia di sera il giorno della raccolta in via fratelli Ugoni mi ha chiesto se la terza citta industriale Italiana era diventata come Napoli. Egregio Fondra forse era meglio il metodo precedente aumentanto i cassonetti differenziati e non spendendo soldi per i nuovi mezzi e la nuova organizzazione del ritiro.

    • Mentre io stacco l’etichetta in carta dalla scatoletta metallica per una differenziata alla giapponese, i cassonetti dell’indifferenziata in San Faustino traboccano di cassette in legno ed in plastica: ed i rifiuti sono già ora (e da anni…) “regolarmente” per terra.

      Attendo quindi con grande curiosità.