(red.) La Centrale del Latte di Brescia, società partecipata e controllata dal Comune con oltre il 51%, punta ad approdare in Borsa. Lo scrive il Giornale di Brescia che dà notizia di come la Loggia ha incaricato un esperto, già chiamato dal Comune proprio per la Centrale, per realizzare un progetto dedicato. La legge del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia prevede che i Comuni debbano fare piazza pulita di società controllate e partecipate che nulla hanno a che vedere con i fini istituzionali.

Quindi anche la Centrale del Latte bresciana. In realtà è stato chiesto al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni di approvare un decreto che possa escludere dalla norma le realtà in regola e sane dal punto di vista del bilancio. Ma nel frattempo si studia la quotazione a Piazza Affari, nel listino delle piccole e medie imprese in crescita. L’esperto delegato presenterà la sua relazione entro il 25 settembre, poi entro il 30 la Loggia, come tutti i Comuni italiani, dovrà fare una ricognizione delle partecipate.

Ed entro marzo, quando calerà la scure della legge Madia, la Centrale del Latte potrebbe raggiungere la Borsa. Quale quota e in che modo resta ancora tutto da definire. Attualmente della partecipata fanno parte proprio il Comune, Iniziative Alimentari Srl, Cooperativa Produttori Latte Indenne, Agrilatte Società Cooperativa Agricola, Latte Brescia Società Cooperativa Agricola, Filiera Latte Brescia Srl, Nuova Emilgrana Srl, Consorzio Bacino Imbrifero della Valcamonica e i dipendenti.

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