(red.) Era stato condannato in primo grado dal tribunale di Brescia per furto in abitazione, poi confermato in appello, ma derubricato in violazione di domicilio. Questo, perché il senza tetto straniero imputato era entrato in una casa privata a Desenzano del Garda, nel bresciano. Ma lo stesso clochard si era rivolto alla Cassazione, ultimo grado di giudizio, che gli ha dato ragione annullando la condanna a 3 mesi e dieci giorni di reclusione. Secondo la Suprema Corte, non è ritenuto colpevole chi, senza fissa dimora, trova un rifugio d’inverno e di notte in un’abitazione privata.

Nella sentenza depositata giovedì 7 settembre, i giudici parlano delle condizioni del senza tetto indicate dalla Corte d’Appello di Brescia e delle “particolari circostanze di miseria e di emarginazione” e in “considerazione dei motivi a delinquere strettamente attinenti al reperimento di un alloggio notturno”. Questi sono “escludenti una spiccata capacità a delinquere e una maggiore gravità soggettiva che giustificano ampiamente la valutazione di particolare tenuità del fatto”.

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25 Commenti

  1. Dopo una breve ricerca, scopro che, a differenza di quanto si potrebbe credere, l’art. 131-bis c.p., ovvero la non punibilità per particolare tenuità dell’offesa, non contempla solo questioni penali di poco conto, ma con il nuovo istituto della “particolare tenuità del fatto” si prevede la non punibilità per i reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni o la pena pecuniaria sola o congiunta alla predetta pena quando “per le modalità della condotta o per l’esiguità del danno o del pericolo,valutate ai sensi dell’art. 133 c.1 c.p., l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”.

    Ciò considerato, alla luce della novella legislativa e della interpretazione della Suprema Corte, tale novità normativa coinvolge inevitabilmente anche alcuni dei reati tributari previsti e disciplinati dal D.Lgs. n. 74/2000, ed in particolare i seguenti delitti:
    – dichiarazione infedele – Art. 4 (punito con la reclusione da uno a tre anni);
    – omessa dichiarazione – Art. 5 (punito con la reclusione da uno a tre anni);
    – occultamento o distruzione di documenti contabili – Art. 10 (punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni);
    – omesso versamento di ritenute certificate – Art. 10-bis e di Iva – Art. 10-ter (puniti con la reclusione dai sei mesi a due anni);
    – indebita compensazione – Art. 10-quater (punito con la reclusione da sei mesi a due anni);
    – ipotesi non aggravata di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte – Art. 11 (punito con la reclusione dai sei mesi ai quattro anni).

    E rientrano anche i reati ambientali e la guida in stato di ebbrezza, quindi mica “bau-bau micio-micio”.
    Non sarà quindi un lavoro facile per il Giudice stabilire se per la collettività è più pericoloso chi sottrae milioni di Euro, sversa sostanze chimiche in un torrente, oppure nella fattispecie, chi danneggia la proprietà di un cittadino violandone il domicilio.

  2. La “follia di onnipotenza” è in effetti lo scenario perfetto che descrive lo stato d’animo di molti giudici quando usano il Diritto come fosse plastilina, fanno a pezzi il buon senso, ma specialmente creano disorientamento e pericolosità difficilmente quantificabili.
    La settimana scorsa abbiamo avuto tre clamorosi esempi di questo infausto modo di agire, la nostra Cassazione con questa paradossale sentenza, la Corte UE e la Consulta Spagnola.

  3. l’istituto della “particolare tenuità” è stato creato apposta per evitare di impiegare risorse (di lavoro, tempo e mezzi) preziosissime e scarseggianti in fatti di poco conto.
    se però si fanno tre gradi di giudizio per decidere se il fatto è tenue o meno ….

    disastrose condizioni del nostro povero Paese, e irresponsabilità totale di quelli che dovrebbero essere gli organi dirigenziali delle procure
    il sistema che alimenta sé stesso in una follia di onnipotenza

    • In effetti non ci voleva molto a prendere atto della evidenza, fin dal primo grado, della “particolare tenuità del fatto”, compiuto da un poveraccio disperato e assiderato.

      Ma l’onnipotenza non può arrendersi davanti alla tenuità. Non sarebbe onnipotenza.

      • Parallelamente, non dimenticherei nemmeno che non ci sarebbe voluto molto nemmeno per il “clochard” a rivolgersi ad una delle tante strutture di assistenza sparse ovunque.

        Non so, io da “disperato” prima di “assiderarmi” avrei bussato in Comune o in Parrocchia e non mi sarebbe mai venuto in mente di entrare in casa d’altri. Ma probabilmente sbaglio io…

      • Non é che possiamo criticare molto i giudici se hanno faticato così tanto a valutare la tenuità o meno del fatto, se poi tra di noi ne discutiamo così a lungo.

        Evidentemente esistono pareri profondamente diversi rispetto al modo di vivere dei clochard, che spesso non chiedono nemmeno aiuto, perché non sono nella condizione mentale e sociale di farlo.
        Anzi a volte capita, basta chiederlo ai volontari, che l’aiuto viene offerto ma rifiutato.
        Strano? Ma vero.

        • Con la differenza che io e lei discutiamo qui per “il piacere” di farlo e non costiamo nulla alla collettività, mentre i tre gradi di giudizio li abbiamo pagati noi tutti (avrei la curiosità di sapere se il proprietario della casa sia magari anche dovuto intervenire nella vicenda pagandosi un avvocato dopo che aveva pagato – come minimo – il serramentista per farsi riparare la porta o la finestra dalle quali il “clochard” è tenuamente entrato).

          Concordo poi sulla “stranezza”: di chi non chiede aiuto ma poi pretende tre gradi di giudizio per evitare la condanna a tre mesi. Tre mesi: ma si va in galera con una condanna a tre mesi? O ci si preoccupa della fedina penale, qui si essendo nella corretta condizione mentale e sociale? Condizione intermittente?

          • Tutte considerazioni legittime ed affatto fuori tema e proprio perché legittime, quasi quanto la tenuità, sono state oggetto dei ben tre gradi di giudizio.
            Diversamente la “tenuità” avrebbe vinto al primo grado.

            Se altrimenti il clochard fosse morto assiderato avremmo avuto solo i gradi col segno negativo: quelli di una notte d’inverno.

            Meglio contare i gradi del giudizio.

          • I gradi di giudizio aumentano solo se si fa ricorso.

            Certo, non dovendo contare i dollaroni – tanto li mettiamo noi anche per il suo avvocato – per lui è decisamente più facile contare i gradi di giudizio…

          • Anche viceversa: il ricorso si fa quando la condanna é considerata ingiusta e si vince se vengono riconosciuti validi i motivi del ricorso.
            E in quel caso lo furono.

            Per risparmiare i nostri euroni, l’accusa (che paghiamo noi) poteva cedere all’evidenza della tenuità già al primo grado o al secondo.
            Ma non lo fece.

          • Stupendo!!! uguale ai processi di Berlusconi!!!! O no?! Boh, alla fine l’unica verità sta scritta nella sua giusta e insindacabile sentenza: ….”E in quel caso lo furono”!!! Che non sia una sindrome di onnipotenza!!

    • Non sappiamo “questo tizio che ci fa in Italia”.
      Ma esiste, é vivo ed appartiene alla nostra stessa specie, i sapiens.
      E in una notte d’inverno é sopravvissuto entrando in una abitazione non sua. Anch’io avrei fatto lo stesso nella sua condizione. Ci tengo alla pelle.

      Se fosse morto assiderato avremmo risparmiato qualche euro di processo, ma invece i giudici hanno affermato il principio che prima viene la sopravvivenza, poi il resto.

      Mi sembra più che giusto.
      Il minimo per essere sapiens.

      • Esatto, fermo all’homo sapiens, mai sentito parlare di Caritas? Mai rivolto a un comune, a un ente assistenziale? E inoltre, adesso che poteva stare a dormire al comodo per tre mesi, è stato talmente sapiens da andare avanti fino in cassazione, finalmente può rivendicare il diritto di trovare una dimora (di un altro) a lui gradita. A volte capita che sbaglino abitazione, poi la smettono.

        • I giudici non hanno affermato il diritto di occupare la casa altrui, ma la non punibilità di un comportamento dettato dall’impellenza di trovare riparo dai rigori di una notte d’inverno.

          La deriva umana e sociale che porta a diventare clochard deve essere per Lei una forma di libera scelta che merita pertanto di subirne le conseguenze, anche estreme.
          Non c’é inverno infatti senza morti assiderati nelle città.
          Se la sono voluta…

          • Non penso proprio, ci sono già molti enti che hanno per oggetto sociale l’assistenzialismo e poi c’è lei.

          • Giusto, si chiama assistenza.
            Va benissimo che ci sia; è un costo sociale cui una società civile fa fronte fruendo del prelievo fiscale.
            In altre parole: con una quota delle nostre tasse stiamo pagando l’assistenza della quale le persone in difficoltà hanno diritto.

            Mi fa capire perchè dovrei anche farmi impunemente sfasciare, pur con “tenuità”, la porta di casa perchè un “clochard” che non si è rivolto all’assistenza ha scelto il mio domicilio?