(red.) Forse è stato un caso di malaria “autoctona” a uccidere la piccola Sofia Zago di 4 anni, deceduta domenica notte 3 settembre all’ospedale Civile di Brescia dopo il trasferimento da Trento dove abita con i genitori. La bambina è stata colpita da una forma cerebrale, ritenuta la più aggressiva. E dall’ospedale bresciano fanno sapere che se si trattasse di “autoctona” sarebbe la prima volta negli ultimi trent’anni che emerge. Si parla della zanzara Anopheles che in Italia non ci sarebbe. E’ anche emerso che la bambini non era mai stata all’estero e aveva trascorso le ultime vacanze estive a Bibione.

Dopo Ferragosto, secondo quanto scrive L’Adige, era stata ricoverata in Pediatria all’ospedale Santa Chiara di Trento e c’erano anche due ragazzini che avevano contratto la malaria in Africa. Poi per la bambina la febbre alta e il coma, quindi il ricovero sabato al Civile dove si trova un istituto infettivo per le malattie tropicali. Infine, la morte. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha deciso di inviare gli ispettori all’ospedale bresciano per capire come sia successo.

“In relazione alla morte per malaria di una bambina di 4 anni presso l’ospedale Civili di Brescia dov’era stata trasferita dall’ospedale di Santa Chiara di Trento, dov’era già ricoverata – si legge in una nota del ministero – Beatrice Lorenzin ha chiesto una relazione sull’accaduto all’assessorato alla Salute della Provincia Autonoma di Trento e inviato un gruppo di esperti per accertare le modalità del contagio, considerato che la bambina non risulterebbe aver effettuato viaggi all’estero in paesi a rischio. Del gruppo faranno parte anche esperti di malattie infettive e tropicali ed esperti dell’Istituto Zooprofilattico”.

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