E’ ormai chiaro a tutti che si sta preparando per la prossima primavera uno scontro elettorale che rappresenterà una resa dei conti con oggetto il governo del Paese: in ben pochi ormai continuano a pensare che la legge elettorale, in discussione in parlamento a settembre, favorirà le coalizioni.

  Solo una sinistra unita attorno ad un ben preciso programma di rinnovamento può sperare di realizzare l’unica vera novità che può venire da questo fondamentale appuntamento politico, il ritorno cioè al voto di larga parte almeno di quell’elettorato deluso che ha abbandonato soprattutto la sinistra per rifugiarsi nell’astensione o nel voto di protesta specie al M5S. Non è difficile quindi immaginare che la partita sarà soprattutto fra questo schieramento di sinistra ed il PD.

   Perciò non riesco a figurarmi un quadro di riferimento elettorale diverso anche a livello regionale e comunale nella nostra città. Altrimenti sarebbe un clamoroso suicidio politico di questo schieramento, che indebolirebbe per di più decisamente le sue possibilità di affermazione alle concomitanti elezioni politiche.

  In particolare a Brescia chi sta a sinistra del PD non può certo mettersi sotto il cappello della riproposta candidatura del sindaco uscente Emilio Del Bono, ma lavorare ad un’alternativa politica e programmatica credibile. Per raggiungere questo obiettivo con possibilità di successo e non per mera e sterile testimonianza, bisogna mettersi in campo al più presto, anche perché credo che sia l’unica possibilità per impedire ad un nuovamente agguerrito centrodestra di impadronirsi del governo della nostra città.

       Che il Sindaco uscente non sia assolutamente in grado di compiere questa necessaria azione di recupero degli elettori di sinistra delusi, risulta da molti fatti concreti riguardanti le sue scelte di governo di questi anni. Innanzitutto non è sfuggito a nessuno che ha governato senza ricercare e tanto meno realizzare un rapporto qualsiasi coi lavoratori ed i loro rappresentanti, specie del mondo sindacale, che ha del tutto snobbato e trascurato. Chi era alla presentazione del suo libro a San Cristo, per il lancio della sua autoricandidatura, ha avuto anche visivamente la prova di tutto questo: c’era la crema e non solo dei rappresentanti imprenditoriali, ma la totale assenza dell’altra parte del mondo del lavoro. Questa mancanza assoluta di rapporti, è stata ad esempio denunciata con forza dal segretario provinciale della Cisl al recente incontro di Articolo Uno sui temi del lavoro. E alla stessa festa della Cgil il segretario di questa organizzazione, per evidente dovere di ospitalità, di fronte al sindaco,  ha usato toni critici solo leggermente più sfumati, pur dichiarando ovviamente il gradimento per un’affermazione del centro-sinistra, che qualche giornale ha trasformato e deformato in una sorta invece di gradimento per la riproposizione della sua autocandidatura.

La stessa criticità è stata registrata dall’attuale governo cittadino sui temi dei diritti civili, come è emerso in modo lampante dal mancato patrocinio al Bresciapride, motivato da ragioni burocratiche inconsistenti. Per non dire delle evidenti debolezze dimostrate sui temi ambientali, dirimenti in una città come la nostra considerata fra le più inquinate d’Italia e d’Europa: emerse anche in questi ultimi tempi con dichiarazioni inaccettabili, da parte di qualche assessore comunale, sulla irrilevanza delle emissioni dell’inceneritore, la cui terza linea andrebbe invece immediatamente chiusa con il divieto di bruciare fin d’ora rifiuti non bresciani, con la predisposizione e lo studio di misure efficaci per l’uso di energie alternative, come richiesto dalle nostre associazioni ambientaliste.

Lo stesso fiore all’occhiello della rielezione dei 33 Consigli di quartiere, se da un lato va riconosciuto nello sforzo di creare un decentramento efficace dei servizi, in grado di qualificare sempre meglio i nostri rioni sul piano sociale e culturale, mostra il fianco del mancato loro protagonismo sul terreno essenziale della partecipazione alle scelte di governo generali della città, in attuazione ad esempio di quella delibera del 30 aprile 1975 rimasta purtroppo per decenni nel dimenticatoio.

   Lo schieramento a sinistra del PD anche a Brescia non può quindi che proporsi in chiara discontinuità con la giunta Del Bono, senza pregiudiziali e nette contrapposizioni, perché vanno riconosciute anche le molte cose buone fatte, specie in tema di risanamento dei bilanci, di accoglienza, di decentramento, di scuola, di cultura e di arredo urbano.

      Su questi e altri importanti temi non è difficile immaginare che le forze politiche, i gruppi e le associazioni orientati a sinistra del PD a Brescia, possano trovare una loro significativa convergenza programmatica, da sottoporre ed integrare attraverso incontri coi cittadini in tutti e 33 i quartieri nei prossimi mesi. Da questi incontri potrebbero essere fatte votare anche le candidature a Sindaco espresse dai vari movimenti, gruppi, partiti, associazioni e singoli cittadini, da cui ricavare la candidata o il candidato sindaco di questo schieramento elettorale a sinistra del PD, che più ricco sarà poi di singole liste, ognuna evidentemente con i propri ulteriori arricchimenti programmatici, maggiormente accrescerà le sue possibilità di successo. E’ auspicabile che alcuna o alcune di queste forze prendano l’iniziativa di convocare al più preso le altre, per avviare il processo appena sopra descritto.

Alberto Panighetti Brescia

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