(red.) Nella giornata di venerdì 11 agosto, su disposizione del questore di Brescia Vincenzo Ciarambino, i carabinieri della Compagnia di Chiari hanno notificato la sospensione della licenza per 15 giorni alla discoteca “Number One” di Corte Franca, locale bresciano aperto nel 1977. Il provvedimento – scrive la questura in una nota – non ha finalità sanzionatorie, ma è volto, attraverso la temporanea chiusura, ad impedire che si ripetano situazioni di oggettivo pregiudizio sociale. La decisione è stata presa sulla base delle informazioni fornite dai carabinieri dopo un lungo periodo di monitoraggio della discoteca, dall’1 gennaio 2016 all’8 agosto 2017, durante il quale i militari hanno eseguito una serie di servizi per il contrasto dei reati su stupefacenti e prevenzione delle stragi del sabato sera.

Svolti in molti casi anche con l’ausilio di personale dei reparti speciali del Nucleo Ispettorato del Lavoro e Nas di Brescia con l’Asl della Franciacorta e sulla base delle segnalazioni pervenute dal 118. Nel tempo sono stati così riscontrati numerosi illeciti penali o amministrativi commessi da diversi clienti del locale e constatati dal personale in servizio o dopo una successiva raccolta delle denunce e querele presentate ai carabinieri. Il provvedimento di sospensione, fino al 26 agosto, è stato motivato dal fatto che la discoteca è diventata nel tempo un punto di riferimento per persone pericolose, orbitanti nell’ambiente dello spaccio e del consumo smodato di sostanze stupefacenti e psicotrope, con gravi e ricorrenti ripercussioni, oltre che per l’ordine e la sicurezza pubblica, anche e soprattutto per la salute e per l’incolumità dei giovani frequentatori, perlopiù minorenni.

Questi, soprattutto nel periodo estivo in cui la maggior parte degli altri locali notturni della provincia rimangono chiusi, fanno del “Number One” un luogo di abituale ritrovo il sabato notte. Con il provvedimento che sospende temporaneamente la licenza, l’autorità ha voluto dare un forte segnale in chiave preventiva – continua la nota della questura – a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e in primo luogo della salute dei giovani frequentatori del locale. L’ultimo episodio era avvenuto sabato 5 agosto quando un ragazzo appena diciottenne veniva soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Iseo in prognosi riservata per intossicazione da alcol, anfetaminici, cannabinoidi ed ecstasy. Molti anche i casi di violenza avvenuti nel locale o nel parcheggio accanto, la maggior parte dei quali causati da futili motivi quasi sempre collegati all’alterazione psicofisica dei clienti per l’uso uso di alcol e droghe.

Nel periodo controllato dai carabinieri, sono state sei le persone denunciate per
aver provocato lesioni personali durante i litigi, quattro quelle denunciate per rissa e un ragazzo perché trovato con un coltello a serramanico. Durante un controllo a luglio, erano state emesse delle sanzioni per violazione della normativa sul “lavoro nero” e la
somministrazione di bevande a minorenni. Numerose le segnalazioni di cittadini abitanti in zona che durante gli eventi musicali, spesso fino alle 4, hanno più volte richiesto l’intervento dei carabinieri a causa del volume troppo alto della musica e tanto da presentare esposti al Comune di Corte Franca. Quale reazione ha avuto il locale dopo la sospensione?

“A noi che da anni combattiamo contro il mondo delle droghe – scrive la discoteca su Facebook – a noi che collaboriamo con le forze dell’ordine, a noi che con uno staff di 30 uomini addetti alla sicurezza cerca di far vivere con serenità le serate ad ogni cliente. A noi che abbiamo abbracciato sin da subito il progetto Power Emergency con infermieri sempre a supporto della gente. A noi che abbiamo un’ambulanza collocata sempre all’ingresso del locale. Tutto questo è inaccettabile, ma questa è l’Italia. Noi nonostante tutto non ci fermeremo mai. Vi aspettiamo carichi che mai sabato 26 agosto. E il ragazzo che si è sentito male aveva assunto le sostanze fuori dalla discoteca, noi lo abbiamo accompagnato in ospedale. Questo per noi è un danno economico e d’immagine”.

Infatti, il locale ha deciso di non ricorrere contro l’atto. In questo panorama, il Giornale di Brescia ha interpellato Giampietro Ghidini, padre di Emanuele che morì a Gavardo dopo essersi gettato nel fiume in inverno e per aver assunto della droga durante una festa. “E’ fuorviante demonizzare le discoteche, anche perché spesso rappresentano un punto di incontro sicuro tra ragazzi fuori dai luoghi defilati – dice – ma sarebbe bello se i locali ogni sera dessero spazio qualche minuto per informare sugli effetti delle droghe”.

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  1. Con tutto il rispetto per lo strazio di Giampietro Ghidini, francamente non posso concordare nel definire le discoteche “punto di incontro sicuro tra ragazzi fuori dai luoghi defilati”. Forse sono il luogo peggiore dove lo Stato distrae e distrugge una generazione dopo l’altra.
    Andrea Breda