Foto da Bresciaoggi

(red.) Quella di venerdì 11 agosto è stata una giornata dedicata alla prima conta dei danni dopo l’eccezionale temporale carico di tromba d’aria, piogge e violente grandinate di giovedì 10 sul bresciano. La situazione peggiore riguarda i terreni dove si produce l’olio del Sebino, in particolare tra Iseo e Sulzano. L’Aipol, l’associazione dei produttori, ha voluto fare un sopralluogo tra le diverse zone verificando che metà dei frutti andranno persi. Su questo fronte, bisogna tenere conto che in media dopo un anno ottimo come era stato il 2016, segue generalmente un anno meno produttivo.

In effetti il 2017 stava rispettando questa tendenza, ma la grandinata di giovedì, insieme al caldo africano dei giorni precedenti e le gelate di aprile sono state devastanti per la coltivazione. E non si parla solo di olive, ma anche dei danni che hanno coinvolto le piante da rimettere in sesto e migliaia di metri quadrati di serre sventrate. Tanto che il presidente della Coldiretti Lombardia Ettore Prandini stima 100 milioni di euro di danni in regione e di cui 20 milioni nel bresciano, 2 miliardi in tutta Italia. Meno del previsto, invece, in Franciacorta come segnala l’omonimo Consorzio, avvenuti soprattutto tra i vigneti di Iseo e Provaglio e dove la vendemmia è in corso.

Per il resto, su questa zona e quella dell’ovest bresciano i problemi hanno riguardato soprattutto un condominio dalla copertura in parte sventrata e allagamenti vari con alberi caduti. Un altro disagio ha riguardato il lago di Garda, a Lonato, dove la grandinata di giovedì ha provocato un black out di otto ore in tutto il paese. E’ rimasto al buio dal pomeriggio fino a mezzanotte, mentre i residenti e commercianti si chiedevano cosa fosse successo nei dettagli. Il guasto è avvenuto tra due cabine, dal giardino della Fondazione Ugo da Como al muro della piazza sotto la torre. Da Brescia è poi arrivato un cavo dedicato con cui si è risolta la situazione.

Altri tipi di disagio, invece, in Valcamonica dove centinaia di persone continuano a restare isolate in Val Paghera dopo le due frane, causate dal temporale, avvenute mercoledì. La valle è inaccessibile sia da Ceto sia da Braone e Piazze, ma i tecnici stanno lavorando con l’aiuto della Regione Lombardia per ripristinare la situazione. Il Pirellone ha già stanziato 100 mila euro con cui si sta mettendo mano alle due strade e con il timore, guardando verso il cielo, che possano arrivare altre piogge, provocare altri smottamenti e interessare l’acquedotto. Nel frattempo domenica 13 agosto sarà aperta in modo provvisorio la strada sterrata da Braone verso Piazze per consentire l’arrivo di mezzi 4×4 con cui portare a valle le persone rimaste in quota. Dal punto di vista del meteo, la situazione dovrebbe stabilizzarsi, con il ritorno del sole sul Ferragosto e la risalita delle temperature su valori nella norma.

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