(red.) “Le tragedie consumate in questi giorni d’estate nei laghi bresciani confermano come, oltre a maggior prudenza, sia necessario migliorare gli investimenti in termini di sicurezza.” Così dichiara Fabio Rolfi, Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali di Regione Lombardia.

“Nello specifico – prosegue Rolfi – il lago d’Iseo necessita di maggior attenzione. Non c’è più la motovedetta dei carabinieri e quella della polizia provinciale lavora a singhiozzo; di fatto il controllo delle acque è affidato ai volontari. Troppo poco per un lago appena rilanciato a livello mondiale dopo l’evento del Floating pears e che vuole, giustamente, diventare un’ambita meta turistica. È necessario inoltre ragionare sul potenziamento del servizio di assistenza alla balneazione, cioè sui bagnini, perché chilometri di spiagge pubbliche senza la presenza di personale di sorveglianza rappresentano un rischio, anche per la natura stessa dei nostri laghi. Ogni estate assistiamo a tragedie, in alcuni casi evitabili, e per questo motivo ritengo urgente un investimento in sicurezza, che renderebbe ancor più attrattive in termini turistici le nostre spiagge.”

“Il Consiglio regionale ha già approvato una legge che prevede il sostegno economico a progetti di sorveglianza promossi dalle associazioni. Si può fare di più, sia rendendo strutturali questi finanziamenti, che coinvolgendo e responsabilizzando gli enti locali al fine di incrementare, almeno nei luoghi pubblici più frequentati e pericolosi, la presenza dei bagnini. Questi comuni dispongono, grazie alla loro vocazione turistica, di risorse aggiuntive, come ad esempio con la tassa di soggiorno; unendo le forze ritengo possibile trovare le risorse per strutturare questi servizi. Per questa ragione – conclude l’esponente leghista – intendo portare la questione all’attenzione dell’apposita commissione regionale.”

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3 Commenti

  1. Leggendo le notizie uscite in QuiBrescia e su altri media mi pare che la preoccupazione vera e più profonda (e pure legittima) sia che queste morti accidentali possano arrecare danno all’immagine turistica del lago.
    Da Floating Piers a Murder Beach insomma.
    La moltiplicazione dei bagnini o la sperabile reintroduzione della motovedetta dei Carabinieri (utile per altro tipo di interventi) serviranno comunque a ben poco.
    L’unica soluzione è sdrammatizzare queste morti; esse non possono essere infatti ricondotte ad una responsabilità sociale ma solo all’incoscienza dei bagnanti, o al destino.

    Andrea Breda