Nella seduta plenaria del 16 maggio 2016 i gruppi di minoranza di tutti i comuni dell’Unione, anche se non erano mancate le perplessità, avevano espresso parere favorevole alla candidatura della Media Valcamonica ritenendola l’unica possibile. Perplessità politiche relativamente al metodo che aveva portato alla candidatura dell’area, ma soprattutto tecniche. 

In particolare come minoranza di Sellero avevamo criticato  l’affidamento dello studio ad un soggetto esterno alla Valcamonica (università Pisa-Camerino) quando sul territorio c’era la possibilità di appoggiarsi all’Università di Edolo, forse più qualificata per stendere un progetto di sviluppo locale per la Valle. 

Critica che oggi appare quanto mai rilevante se consideriamo fatto che l’Area dell’Oltrepò Pavese, prima classificata in graduatoria, sia stata assistita nella stesura del suo progetto, proprio dalla nostra Unimont.
A ridosso della scadenza del bando e senza troppa convinzione, i nostri amministratori hanno messo insieme questa proposta, quasi sorpresi dalla possibilità di poter contare su tanta manna (sul piatto c’erano circa 19 milioni di euro). E l’hanno pure confermato di fronte ad una assemblea convocata, come spesso accade, all’ultimo minuto, ammettendo addirittura qualche perplessità relativamente alla capacità o meno di spendere tutti quei soldi.

Le motivazioni che hanno portato la Valle ad essere candidabile al bando, così come il quinto posto ottenuto nella graduatoria, sono entrambi aspetti negativi frutto di una serie di incapacità che contraddistinguono le nostre amministrazioni: incapacità progettuale, mancanza di una visione di sviluppo, di obiettivi da perseguire e scarsità di idee e, purtroppo, sono la sintesi e il risultato del modo di agire della solita, vecchia, politica camuna.

Considerazioni che alla resa dei conti si sono, purtroppo, rivelate fondate. E’ infatti notizia degli scorsi giorni che il TAR Lombardia (https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=RM2ZAIHIAAM6CRTDREAEFJF22Q&q=saviore), nella camera di consiglio del 5 luglio, ha definitivamente respinto il ricorso presentato dall’Unione della Valsaviore dichiarando infondati tutte le eccezioni sollevate dagli amministratori camuni e condannando l’Unione della Valsaviore al pagamento delle spese processuali, smentendo quindi su tutta la linea anche gli esponenti camuni del Partito Democratico che al tempo della bocciatura avevano contestato i criteri adottati da Regione Lombardia. 

Severino Damiolini, consigliere comunale di Sellero

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