È una vittoria della natura contro l’arroganza della lobby venatoria e della Regione Lombardia quella ottenuta nelle ultime ore davanti ai giudici della sezione di Brescia del Tribunale amministrativo regionale. La giustizia amministrativa ha accolto in toto la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato Claudio Linzola, del foro di Milano (ordinanza n.385/2017), contro il decreto dell’Ufficio territoriale regionale di Brescia che all’inizio dell’estate ha autorizzato un «mostro» gestional-faunistico: l’abbattimento non stop per cinque anni delle volpi – adulte e cuccioli – presenti nelle Zone di ripopolamento e cattura e nelle Zone di ripopolamento e ambientamento presenti nell’Ambito territoriale unico di caccia di Brescia.

Ci si aspettava una ordinanza di sospensiva, e tecnicamente di questo si tratta, ma in realtà le affermazioni che contiene sono molto più ampie; quasi una mini sentenza. Annunciando che entreranno nel merito del ricorso il 13 giugno dell’anno prossimo, congelando quindi sul lungo periodo il piano di abbattimento, i magistrati censurano sostanzialmente tutte le ragioni alla base del piano autorizzato dall’Utr, stabilendo in primo luogo che il concetto di prevenzione dei danni zoo-agro-forestali non si può estendere anche alla produzione di selvaggina di interesse venatorio e confermando la non conformità ai principi di legge dell’affidamento degli abbattimenti a soggetti autorizzati, anziché alle guardie provinciali;

Le associazioni ricorrenti, Lega per l’abolizione della caccia, Lega italiana protezione uccelli, Ente nazionale protezione animali e Lega antivivisezione, tutte rappresentate a livello nazionale, plaudono a un decreto di sospensione che riconosce implicitamente la gigantesca e intollerabile pretestuosità di un piano di abbattimento basato su un nulla scientifico: nessun censimento degno di tale nome, nessuna rilevazione di eventuali danni all’agricoltura, nessuna trasparenza nella comunicazione e la sola volontà di proteggere lepri e fagiani pronta caccia destinati alle fucilate nella prossima stagione venatoria.

È una vittoria dell’associazionismo militante ma anche delle decine di migliaia di comuni cittadini indignati quanto noi dall’arroganza e dalla crudeltà di chi trova normale uccidere cuccioli di volpe direttamente nelle tane con l’impiego di cani addestrati: oltre 81 mila preziose persone sensibili alla causa dell’ambiente che ringraziamo per aver firmato la petizione on line lanciata nelle settimane scorse via Change.org.

Milano, 05.08.2017

Ufficio stampa Lac

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