Egregio direttore,

quale Presidente della F.A.I. – Federazione Autotrasportatori Italiana – di Brescia, vorrei commentare la notizia, pubblicata in questi giorni dai principali mezzi di informazione cartacei e online, dell’autoarticolato polacco “pizzicato” dalla Polizia Locale sulla Tangenziale Sud.

Dopo un approfondito controllo delle Forze dell’Ordine – alle quali va un grande ringraziamento per il lavoro svolto – all’autista sono stati contestati il superamento delle guide giornaliere, la mancanza della piombatura del sensore, l’installazione di un congegno di alterazione del sistema antinquinamento e la circolazione con dispositivi antinquinamento non funzionanti.

Quello che noi ripetiamo da tempo, anche al Tavolo Aria della Regione Lombardia, è finalmente emerso.

I mezzi pesanti che viaggiano regolarmente sulle nostre strade sono infatti dotati di un dispositivo elettronico che – usato in combinazione con un additivo denominato Adblue miscelato al carburante – consente la trasformazione di buona parte degli agenti inquinanti in anidride carbonica, vapore acqueo e azoto.

Il sistema è dotato anche di un meccanismo di feedback che riduce progressivamente velocità e potenza del veicolo quando scarica un quantitativo di emissioni superiore a quello previsto dalla corrispondente classe Euro di appartenenza.

Tuttavia, esistono delle centraline in libero commercio a basso costo che, collegate al sistema antinquinamento del mezzo, bloccano il consumo dell’additivo e “ingannano” il dispositivo incaricato di ridurre drasticamente velocità e potenza. Il risultato di questa manomissione è che un veicolo pesante dichiarato Euro 6 circola inquinando come un veicolo Euro 0.

Si tratta ovviamente di un’operazione truffaldina, con la quale l’impresa, oltre a evitare i costi di rifornimento del liquido AdBlue, riceve rimborsi sulle accise e sui pedaggi autostradali non dovuti, perché riconosciuti attualmente solo ai mezzi almeno di classe Euro 3.

Così i vettori stranieri risparmiano 100 euro al mese non utilizzando l’Adblue, riducendo ulteriormente i loro costi che sono già di gran lunga inferiori ai nostri, mentre noi italiani continuiamo a tenere sotto controllo le polveri sottili e a sottostare ai divieti di circolazione! Sono anni che ci scontriamo con questo sistema!

Mi viene da commentare: la verità finalmente viene a galla! La F.A.I. si è sempre battuta in prima linea per denunciare queste irregolarità, che penalizzano non solo i cittadini e l’ambiente, ma soprattutto gli autotrasportatori onesti che si sono impegnati ad investire negli Euro 6 per essere in regola.

Purtroppo, troppo spesso, queste operazioni fraudolente vengono sostenute dalla committenza che preferisce affidare le proprie merci ad aziende dell’Est, che magari vengono a caricare con camion comprati due anni fa con i finanziamenti UE che coprivano il 50% del costo del mezzo, e che vengono manomessi per non aggiungervi la AdBlue e così inquinano come un Euro 0.

E intanto le aziende italiane, che oltre ad offrire ottimi servizi privilegiano l’ecologia a favore di tutta la comunità, si sentono dire che non sono competitive e sono sempre troppo care!

Bisogna premiare l’efficienza e gli investimenti delle imprese italiane che vanno a favore, non solo di tutta la comunità, ma anche dell’aria che respiriamo ogni giorno!

 Il Presidente F.A.I. di Brescia
Sergio Piardi

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