(red.) E’ il giorno decisivo per Massimo Bossetti e il delitto di Yara Gambirasio. Dopo la chiusura del dibattimento venerdì 14 luglio, lunedì 17 dalla mattina alla sera si accenderanno di nuovi i riflettori sul tribunale di Brescia. In apertura di udienza il muratore 46enne bergamasco di Mapello chiederà alla Corte d’Assise d’appello presieduta da Enrico Fischetti di essere assolto o almeno di essere sottoposto a un nuovo test del Dna con contraddittorio. Lo farà dai banchi della difesa e rilasciando verso i giudici le sue dichiarazioni spontanee.

In seguito la Corte si riunirà in camera di consiglio ed entro la serata è prevista la decisione finale. Le conclusioni cui arriveranno i giudici possono essere diverse. Da una parte la conferma dell’ergastolo come già avvenuto in primo grado da parte del tribunale di Bergamo. Oppure l’aggravamento della pena, quindi con il carcere a vita e sei mesi di isolamento diurno per aver cercato di depistare le indagini coinvolgendo un collega di lavoro nell’omicidio della 13enne Yara Gambirasio.

La terza ipotesi prevede che i giudici possano disporre un nuovo processo e chiedere un nuovo esame del Dna sul muratore. La 13enne di Brembate era scomparsa il 26 novembre del 2010 e trovata morta in un campo di Chignolo d’Isola nel febbraio del 2011. Sul corpo della ragazzina erano state trovate delle tracce che, secondo l’accusa, sarebbero compatibili quasi al 100% con quelle di Bossetti. Resta l’attesa per capire come si pronuncerà l’imputato e cosa decideranno i giudici.

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