(red.) Il centro per richiedenti asilo a Serle, nella frazione Cocca di Sotto in via Panoramica, nel bresciano, è finito nell’occhio del ciclone per la gestione e il malcontento espresso da almeno alcuni degli ospiti. Dell’intera vicenda ne dà notizia il Giornale di Brescia. Si tratta di una struttura da 700 metri quadri e presa in affitto nel settembre del 2016 dall’impresa sociale “Medica” che ha una convenzione fino alla fine di luglio. Ma i problemi erano partiti subito nelle settimane successive all’apertura del centro quando alcuni vicini di casa avevano segnalato una sorta di sovraffollamento.

Infatti, il sindaco di Serle Paolo Bonvicini, d’intesa con la società, parla di 23 migranti previsti da un accordo con la prefettura, ma in realtà nella residenza ce ne sono 36. E alcuni di loro si sarebbero lamentati perché all’interno della struttura patiscono la fame in quanto non basterebbero loro i 2,50 euro al giorno previsti dall’accordo con la prefettura per il cibo. Una situazione che nelle settimane precedenti a sabato 15 luglio aveva indotto il primo cittadino a inviare sul posto la polizia locale per capire cosa accade. Tra i migranti sarebbe emessa l’insoddisfazione tra la mancanza di cibo e alcuni disordini. Infatti, due di loro erano stati destinatari di un ordine della prefettura per il loro comportamento violento e altri ammonimenti nei confronti di un ospite.

Poi si parla di una bolletta dell’acqua che gli stessi stranieri avrebbero mostrato ad altri vicini di casa per chiedere loro di contribuire al pagamento. La situazione è proseguita mercoledì 12 luglio quando gli stessi due stranieri si sono presentati al Comune denunciando quanto stava accadendo e consegnando una registrazione in cui un responsabile dell’impresa sociale li avrebbe minacciati per aver parlato con la polizia. Dal centro viene lamentata anche la mancanza di acqua calda e la ripartizione del singolo contributo ai migranti, oltre al sovraffollamento. Nel frattempo quanto è stato raccontato al primo cittadino è finito in una denuncia presentata ai carabinieri.

In effetti non sembrano esserci buoni rapporti tra l’amministrazione comunale e l’impresa sociale. Dalla questione del numero maggiorato di richiedenti asilo rispetto all’autorizzazione, oltre al fatto che all’interno della sede non ci sarebbe una sorveglianza verso gli stranieri e un accordo sui lavori socialmente utili che non avrebbe trovato un’intesa. Dalla stessa “Medica” che gestisce il centro così come altri a Barghe, Manerba e Roé Volciano, parlano di situazione “strumentalizzata per mandarci via”.

A proposito dei più stranieri del previsto, dicono che in realtà gli spazi sarebbero predisposti proprio sui 36 e sulla bolletta dell’acqua recriminano sul fatto che alcuni stranieri per protesta avrebbero lasciato aperto il rubinetto giorno e notte. In ogni caso il sindaco chiede una verifica adeguata su quanto accade all’interno del centro e spera di aderire al progetto Sprar sull’accoglienza.

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19 Commenti

  1. Troppe le associazioni a delinquere che lucrano sugli stranieri. Vengono “ospitati” con poca spesa, e spesso in condizioni precarie……ma per ciascuno di loro intascano 1000 euro/mese (1500 euro/mese per i bambini).
    Detto questo, il numero di stranieri in Italia è esorbitante. Ben oltre il limite di tolleranza. Non mi riferisco solo ai cosiddetti “richiedenti asilo” che arrivano sui barconi, ma alla moltitudine di rumeni, slavi, albanesi, africani e nordafricani, pakistani, indiani, cinesi, ecc. ecc.

    Sono troppi, basta guardarsi in giro…..e molti di loro non sono in regola con il permesso di soggiorno. Molti altri commettono reati. Entrano ed escono dal carcere, ma non vengon espulsi…..e quando accade gli viene messo in mano il foglietto di espulsione! Sapete già cosa ne fanno…………

    Così non è possibile continuare.
    Chi non è in regola deve lasciare l’Italia, proprio per fare posto a chi ha il diritto di essere accolto.
    Chi delinque deve lasciare l’Italia….subito, o subito dopo essere uscito dal carcere.
    Per quanto riguarda i “richiedenti asilo” va stabilito un numero massimo oltre il quale non è possibile andare. Va anche stabilito per quanto tempo queste persone possono restare in Italia, perchè è evidente che non possiamo “ospitarle” in eterno.
    Infine va completamente rivisto il “piano Triton”. E se gli altri stati europei chiudono le loro porte ai “richiedenti asilo” giunti in Italia, tutti gli sbarchi vanno bloccati. Immediatamente.

  2. La situazione mi fa sbudellare dalle risate.
    Nel marzo 2011, in quattro e quattr’otto, con la risoluzione 1973 dell’ONU, la NATO con in testa Francia, Inghilterra e USA, con un numeroso seguito di cagnetti rognosi (Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Danimarca, Emirati Arabi, Giordania, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Qatar, Romania, Spagna, Svezia, Turchia) e con l’assenso del Vaticano, attaccò e sbranò letteralmente la Libia di Gheddafi per motivazioni umanitarie.
    Ora gli stessi macellai ritengono impossibile un intervento militare in Libia per stroncare l’emigrazione dei lazzaroni africani verso l’Italia e l’Europa. Evidentemente c’è una solidissima ragion di stato.

    Andrea Breda

  3. Secondo il Times, l’Italia starebbe per rilasciare 200mila visti temporanei che permetterebbero ai richiedenti asilo di raggiungere l’Europa.

    200mila persone divise in 28 Stati sarebbero 7mila persone per stato, ovvero lo 0,04 per cento della popolazione europea.
    Quasi niente.

  4. Le ultime notizie da Serie riportano che i richiederti asilo sono stati trasferiti ad altre strutture ad al loro posto sono giunti altri 25 stranieri, non più 40 come prima.

    Mi auguro che i gestori paghino per le angherie, le minacce ed i soprusi di cui si parla.
    I più civili in questa vicenda sono stati gli stranieri, che hanno denunciato, non accettando di essere trattati come bestie.
    Perché sono persone, meglio ricordarlo.

  5. Poichè esprimere la propria indignazione al BAR, su Quibrescia (il ns. BAR virtuale), o sui social, lascia il tempo che trova; e poichè, almeno per ora, pochi di noi hanno intenzione di scendere in piazza, esiste un modo per cominciare a fare qualcosa di concreto.

    ►Il mio contributo via PayPal l’ho già inviato, e credo ne seguiranno altri:
    https://generazione-identitaria.com/

  6. Ringraziamo Renzi e il PD per avere riempito l’Italia di sconosciuti mantenuti a 1000 euro/mese per un tempo infinito!!! Trattasi dell’accordo capestro TRITON che Renzi & compari hanno sottoscritto con Frontex (Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera).
    PS: e non contento di questo disastro epocale il PD vuole pure approvare lo IUS SOLI……così i figli stranieri di questi sconosciuti mantenuti col nostro denaro diventeranno magicamente Italiani, e resteranno in eterno in Italia!!!!!!!

    Ma perchè continuiamo ad accogliere/ospitare questi sconosciuti? Perchè continuiamo a spendere denaro per costoro…..e poi non ne abbiamo per le famiglie e i lavoratori italiani?
    Per la Sanità….sono finiti i soldi.
    Per le Pensioni……sono finiti i soldi.
    Per l’Istruzione…..sono finiti i soldi.
    E allora chiudiamo tutti i porti…….e questi sconosciuti vadano in Francia, in Germania, in Olanda e in tutti quei Paesi europei con bilanci migliori del nostro.

  7. Quello che è successo a Serle, dopo Vobarno e solo oggi nel Messinese, sono solo i primi vagiti di quello che tra breve non sarà più solo una questione che riguarderà sindaci, prefetto e magistratura, ma solo ed esclusivamente l’esercito, che si troverà a dover decidere se stare dalla parte dei dittatori governativi o a fianco dei cittadini.
    Dopo sarà compito della Marina Militare ad avere a che fare con le navi dei negrieri assetati solo di soldi.
    Purtroppo ci siamo fatti del male da soli, e queste sono le conseguenze.
    E’ solo questione di tempo. Ormai poco.

  8. .
    Mi astengo dal commentare le ragioni o i torti degli “ospiti” e dei “prenditori sociali”.
    Mi limito a stigmatizzare la ributtante, laida ipocrisia di chi deporta le “risorse” (in attesa che ci paghino la pensione), nei paesini, e si sciacqua la bocca con la “doverosa accoglienza”’ la mitica “solidarietà” e l’impossibile “integrazione”.
    Serle, patria dello spiedo bresciano, dopo la cacciata dal piatto dei migratori, è stata chiamata a integrare altri “diversamente stanziali”, peraltro avversatori del mumbulì.
    Viva la revolución.

  9. L’ennesimo esempio di problemi causati dal lucro sulla pelle dei richiedenti denaro e di chi è costretto a convivere con loro.
    E il sindaco, di fronte a una situazione tragica e imbarazzante, che cosa pensa? “Spera di aderire al progetto Sprar sull’accoglienza”. Complimenti!

  10. Situazione confusa, come al solito in questo Paese. Siamo costretti a ospitarli, e per ora, grazie all’imbecillità dei nostri governi, al Vaticano e al demente buonismo di parte degli italiani, non c’è alternativa. Ma se avanti così tra un po’ sarà una guerra, con morti e feriti da entrambe le parti , e forse sarà meglio; almeno ci daremo una mossa.

    La prima cosa da fare comunque è metterli al lavoro, niente più che le regolari otto ore giornaliere; tutti, minorenni e donne compresi. A Serle e in tutta la provincia ci sono strade da spazzare in abbondanza e vegetazione da tagliare. Vedrete che a fine giornata non ci saranno proteste. Quanto all’acqua calda, con lo schifoso clima africano che ci affligge ormai da anni, io è dai primi di giugno che uso solo l’acqua fredda.
    Il resto sono schiocchezze.

    Andrea Breda