(red.) E’ una vicenda preoccupante, incredibile e anche pericolosa quella che arriva da Chiari, nel bresciano e di cui scrive Bresciaoggi. Nei giorni precedenti a sabato 1 luglio una donna che passava a piedi in via Marchetti per raggiungere la propria abitazione nelle vicinanze ha rischiato di trovarsi in testa un mobile. La colpa deriva dal vicino condominio popolare gestito dall’Aler e dove abitano alcune famiglie indigenti.

Qui, come segnala la Lega Nord che polemizza su una situazione continua da tempo, soprattutto una famiglia sinti lancia mobili e altri arredi dalle finestre per disfarsene in maniera del tutto illegale. Ma senza tenere conto che c’è anche il rischio di ferire le persone che passano nelle vie sottostanti. Altri problemi simili riguardano un altro stabile dell’Aler in via Tito Speri dove ci sono stati vetri rotti e atti di vandalismo dopo una lite familiare.

E questi episodi sarebbero proseguiti anche poco prima dell’1 luglio. Il Carroccio identifica gli autori nelle famiglie sinti che sono stati sfrattati dal campo nomadi di via Roccafranca e che attualmente, tramite la graduatoria messa a disposizione dal Comune, risiedono nei palazzi popolari di Aler.

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2 Commenti

  1. Soliti parassiti che evidenziano la mancanza di una benchè minima capacità di stare in una comunità.
    Risorse pubbliche distrutte e sottratte a chi ne avrebbe davvero bisogno e magari con una montagna di diritti (quelli veri) in più.

  2. .
    Un semplice raffronto tra le impronte digitali presenti sui “mobili gettati” (quale corpo di reato) e quelle rilevate/rilevabili agli abitanti confuterebbe o avvalorerebbe la segnalazione lanciata dalla Lega.
    Dopodiché si possono scatenare le polemiche rassisti/antirassisti.