Foto da Ecodibergamo.it

(red.) Lunedì mattina 19 giugno, intorno alle 8, si è consumata una tragedia a Villongo, al confine tra la provincia bresciana e quella bergamasca. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri che indagano sull’episodio, una donna ha investito e ucciso un uomo reo di averla perseguitata e minacciata con un coltello. Sembra che i due, lei italiana di 44 anni e lui albanese di 43 anni, vivessero a Chiari, nel bresciano e si conoscessero.

Ma l’uomo avrebbe assunto spesso un atteggiamento infastidito e ossessivo verso la donna. Tanto che in un’occasione lui avrebbe brandito il coltello fuori dalla biblioteca di Villongo, dove lavora la donna. Lei stessa, poi inseguita, avrebbe cercato di investire l’albanese. E ancora la donna sembra avesse già presentato denuncia di stalking contro l’uomo. L’ultimo episodio è avvenuto lunedì mattina quando l’uomo si è di nuovo presentato davanti alla sede di lavoro dell’italiana.

Lui aveva ancora un coltello in mano e lei avrebbe tentato di fuggire raggiungendo la propria auto e lo avrebbe travolto prima di scappare. L’uomo è finito a terra riportando numerose ferite alla testa e subito dopo sono arrivati i soccorsi con i carabinieri. Ma l’immigrato è morto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione. Ora la posizione della donna è al vaglio delle forze dell’ordine.

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4 Commenti

  1. Ne indiano, ne albanese.
    Sono entrambi bresciani, di Chiari, e non cambia proprio nulla.

    Sul singolo evento capiremo con calma, vista la confusione così grande anche solo sull’identità dei protagonisti.

    Ma non passa giorno che una donna venga perseguitata da un uomo che non accetta di essere rifiutato.
    Ci sono uomini che sono come bambini e riversano la loro rabbia e paura dell’abbandono verso la donna/madre che non li vuole.
    Ma cose si fa?

  2. Troppo tardi care forze dell’ordine, avreste dovuto indagare prima. Lo so che non dipende di singoli, carabinieri o poliziotti che siano, è un problema diffuso e istituzionale, è un problema molto grave e non vanno sottovalutati i gesti delle persone comuni che in preda alla disperazione (ma anche al panico se pensiamo a chi si trova i ladri in casa o nel proprio negozio) decidono di risolvere il problema da soli. Si chiama assenza dello stato, già il fenomeno è pesante (visite mediche private, scuole private, mezzi di trasporto privati, poste … private), i pochi servizi che restano in capo allo stato sono ben lontani dal rappresentare il minimo sindacale, quando si arriva alla giustizia privata si è al fondo.