(red.) Mancano i soldi e scatta il commissariamento: succede all’Associazione Interprovinciale Allevatori di Brescia e Bergamo (AIPA BS-BG), dopo che lo stesso provvedimento aveva colpito, a maggio, l’omonima struttura a Cremona. Per l’ente, che a livello provinciale verifica e controlla la qualità della produzione alimentare nei comparti lattiero-caseario e della carne, a Bergamo e Brescia, lavorano 110 persone, tra controllori e impiegati amministrativi e tecnici.

“Siamo molto preoccupati per quello che accadrà, sia rispetto al futuro occupazionale di questi lavoratori, sia per il proseguimento delle attività”, hanno commentato Enrico Nozza Bielli di FLAI-CGIL, Daniele Cavalleri di FAI-CISL e Michele Saleri di UILA-UIL di Brescia. “Abbiamo già presentato una richiesta di incontro urgente rivolta ai commissari per conoscere le prospettive che AIPA di Bergamo e Brescia hanno di fronte a loro, ma anche per capire cosa accadrà al sistema degli allevatori lombardi, che rappresenta il 40% della zootecnia italiana”.

“Evidentemente sono risultati inutili gli sforzi compiuti accorpando le associazioni di allevatori provinciali sotto i 100.000 capi, come accaduto l’anno scorso a Brescia e Bergamo, al fine di creare economia di scala, recuperando risorse necessarie a garantire un impegno di qualità e sicurezza nei controlli”, proseguono i sindacalisti.

“I continui tagli delle risorse da parte delle istituzioni nazionali e regionali hanno ridotto il sistema degli allevatori in una situazione di incapacità a sostenere economicamente il mandato istituzionale di selezione e miglioramento delle caratteristiche produttive e riproduttive delle specie di interesse zootecnico”.

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