(red.) Una bandiera iraniana listata a lutto sul portone d’ingresso della Camera del Lavoro di Brescia, così come era stato fatto nelle scorse settimane con le bandiere del Belgio, della Francia, della Gran Bretagna.

Per esprimere vicinanza alla popolazione iraniana colpita dal terrorismo.
Per ricordare che le vittime del terrorismo non sono cristiane o islamiche, ma sono vittime.
Per appellarsi alle istituzioni internazionali, all’Europa e all’Italia, affinchè contribuiscano a disinnescare le tensioni crescenti in un’area già martoriata dalla guerra.

Per auspicare che anche in Iran, come in molti altri Stati di quell’area, ci possa essere un’evoluzione di crescita sociale e civile, condizione essenziale per costruire la pace.
Noi stiamo con Darya Safai, la donna iraniana che pochi giorni fa ha protestato pacificamente a Pesaro, durante una partita di pallavolo, per i diritti delle donne.
Noi stiamo con le donne e gli uomini iraniani, vittime del regime e vittime del terrorismo targato Isis. Lavorare per la pace, per il progresso e la libertà, contro la guerra.

Camera del Lavoro di Brescia

 

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