(red.) Sabato 17 giugno a Brescia si terrà il “Brescia Pride” legato al tema dei diritti civili, ma è nata una sorta di polemica tra l’organizzatrice “Al lavoro con Brescia” e il Comune. Infatti, è stato chiesto a palazzo Loggia di porre il patrocinio sulla manifestazione, ma non è ancora arrivato. Una decisione ufficiale potrebbe giungere martedì 6 giugno in occasione della consueta riunione di giunta settimanale. E di fronte a questa situazione incerta, “Al lavoro con Brescia”, Provincia Bene Comune, Sinistra Italiana federazione di Brescia, Se non ora quando e Noi Siamo Chiesa hanno lanciato persino una petizione su Change.org che al momento ha raccolto oltre 600 firme.

“Il prossimo 17 giugno si terrà nella nostra città il corteo conclusivo del Brescia Pride 2017, cui ha aderito un ampio mosaico di associazioni e realtà, impegnate, anche nel territorio della nostra provincia, nella promozione dei principi di autodeterminazione, eguaglianza, non discriminazione e pari opportunità, attraverso azioni volte a sensibilizzare la cittadinanza rispetto a temi quali la violenza, gli stereotipi e le discriminazioni di genere, il sessismo, l’omofobia, il bullismo. Il Pride, che si svolgerà per la prima volta anche a Brescia – si legge nella petizione – è già divenuto appuntamento consolidato in moltissime città italiane e straniere. Alla luce di ciò, riteniamo che, di fronte a un importante appuntamento che a breve coinvolgerà la nostra città, le istituzioni locali non possano restare indifferenti.

Non solo, infatti, lo Statuto del Comune di Brescia prevede tra gli altri – quali obiettivi preminenti dell’ente – la tutela dei diritti dei cittadini e la realizzazione di una piena parità giuridica, sociale ed economica degli stessi, ma ha previsto l’istituzione di una commissione ad hoc, attiva nella promozione di pari opportunità tra uomini e donne. L’attuale amministrazione comunale molto opportunamente non si è dimostrata inerte rispetto al tema della promozione delle pari opportunità e della lotta contro ogni forma di discriminazione, aderendo, ad esempio, alla Carta RE.A.DY. (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni).

Riteniamo che il Pride ben si inserisca in questo percorso già avviato dall’amministrazione, in quanto, con la sua forte connotazione civica, sa coniugare i valori di solidarietà, accoglienza e convivenza democratica con le istanze di un movimento costretto a fare ancora i conti con forme quotidiane di discriminazione. Crediamo che il Pride debba essere sostenuto dall’amministrazione di Brescia, attraverso un atto simbolico ma denso di significato quale il conferimento del gratuito patrocinio alla manifestazione, quale segno tangibile dell’impegno.

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