Al Presidente  di  A2A  S.P.A.  dott. Giovanni Valotti

Al Presidente dell’ Amministrazione Provinciale Brescia  dott.  Pier Luigi Mottinelli

La  prima convenzione, tuttora vigente, stipulata il 27/5/1997 all’atto dell’avvio della discarica “ex Cava Verde”  tra Comune di Montichiari ed ASM (oggi A2A) all’art. 7 recita:

“ l’ASM assume l’obbligo di dotare, a propria cura e spesa,  l’area derivante dalla chiusura della discarica di tutte le altre opere che l’evoluzione tecnologica svilupperà in futuro in modo da assicurare il più celere e perfetto recupero ambientale di tutta l’area”.

Lo scorso anno, a discarica ormai esaurita, la società A2A dovendo realizzare la sigillatura finale della discarica ha presentato alla Provincia richiesta di autorizzazione per delle varianti all’originario vecchio piano di ripristino ambientale, pur confermando che:

“… una volta completate le opere di chiusura e la successiva piantumazione delle essenze arbustive previste, la discarica rappresenterà, di fatto, una zona di interesse naturalistico, avente le caratteristiche di un nuovo punto verde sul territorio del Comune di Montichiari.

Ma tra le modifiche che A2A chiedeva di poter effettuare c’era la possibilità di sostituire, nella realizzazione dei sottostrati del pacchetto di chiusura dell’impianto, un previsto strato di ghiaia vergine con uno strato di scorie nere di acciaieria, richiesta giustamente avversata dall’Amministrazione comunale di Montichiari e che evidentemente non  deve essere apparsa migliorativa neppure alla Amministrazione  provinciale che alla fine della fase istruttoria,   con l’atto dirigenziale 574/2017, ha sì approvato le modifiche proposte da A2A, ma non questa specifica richiesta di sigillare una discarica di rifiuti con … altri rifiuti.

Purtroppo però nell’insieme di modifiche così approvate è comparsa ex novo, tra le righe dell’ allegato tecnico al provvedimento provinciale, una spiacevole novità, contrastante con i bei propositi di perfetto recupero ambientale sopra ricordati:

l’autorizzazione a utilizzare per lo strato sommitale di copertura della discarica 1 metro di terreno vegetale, ma anziché il terreno che, per requisiti di legge (tabella 1, allegato 5, parte IV del d.lgs. n. 152/2006 ed s.m.i.) è adatto a siti ad uso pubblico, privato e residenziale, quello per siti ad uso commerciale ed industriale con possibilità di concentrazioni soglia di inquinanti ben più elevate.

Ad esempio, ma per i bresciani non è un esempio casuale, nel terreno ad uso pubblico la concentrazione massima di PCB è di 0,06 mg/Kg, in quello ad uso commercial-industriale è di ben 5 mg/Kg, per cui, volendo, potrebbe esservi utilizzato del terreno proveniente dalla bonifica di buona parte della zona gialla del “sito Caffaro” di Brescia (= zona mediamente contaminata da bonificare tramite asportazione di strato superficiale del terreno).

L’amministrazione provinciale, vista l’intenzione dell’Amministrazione comunale di Montichiari di predisporre un ricorso al TAR contro tale deliberazione, ha proposto a breve una conferenza dei servizi per un ulteriore definitivo confronto tra le parti.

Vi indirizziamo allora questa lettera aperta in rappresentanza delle nostre associazioni e, crediamo, di molti cittadini e di molti giovani monteclarensi che dovrebbero essere i principali fruitori di questo nuovo “punto verde” in territorio di Montichiari, cioè di uno spazio utilizzato per un ventennio per conferirvi circa 3 milioni  e mezzo di mc di rifiuti bresciani, lombardi, nazionali e che finalmente (previa accurata e lunga fase di recupero ambientale) dovrebbe essere restituito alla comunità monteclarense.

Chiediamo  quindi ai responsabili di A2A, in coerenza con le dichiarazioni di imprenditorialità ambientalmente virtuosa, semplicemente di onorare l’impegno preso, già nel lontano 1997, con Montichiari non ricercando, anche in fase di sigillatura della discarica, ulteriori occasioni di vantaggio economico a scapito della qualità ambientale odierna e futura del territorio monteclarense.

Non ha A2A già guadagnato sufficientemente nella gestione ventennale di questa discarica?Non vi pare onesto e doveroso riconsegnare ai monteclarensi di oggi e di domani un sito che, dopo la post-gestione, possa tranquillamente essere destinato a una fruizione naturalistica e ricreativa?

Chiediamo quindi all’Amministrazione provinciale di esercitare il suo ruolo autorizzatorio e di controllo con la massima attenzione ed imparzialità. Ci pare pertinente  concludere con un semplice richiamo alla riconosciuta grandezza del nostro diritto romano: “pacta sunt servanda”(= i patti si rispettano).

Gerlegni Luciano (presidente Circolo Legambiente Montichiari)

Gianluigi Rosa (presidente Comitato SosTerra Montichiari)

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