(red.) L’11 maggio la replica dell’accusa e il 23 maggio la sentenza. Queste saranno le ultime date del processo di primo grado per la vicenda Stamina in corso al tribunale di Torino. Giovedì 20 aprile il palazzo di giustizia ha dato voce alle posizioni difensive dell’ex direttore sanitario dell’ospedale Civile di Brescia Ermanna Derelli e della segretaria del comitato etico Carmen Terraroli. Loro due, con Fulvio Porta e Arnalda Lanfranchi già sentiti in una precedente udienza, sono imputati per associazione a delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti. Per Derelli e Terraroli si aggiunge anche il presunto abuso d’ufficio.

Nei confronti dei quattro, i pubblici ministeri Alessandro Aghemo e Lisa Bergamasco hanno chiesto 2 anni e nove mesi per Porta e Lanfranchi. 3 anni, invece, per Derelli e Terraroli. Dall’udienza di giovedì gli avvocati difensori hanno sottolineato come Ministero della Salute e Regione Lombardia, nonostante sapessero – secondo gli avvocati – e avessero dato il benestare per il trattamento Stamina, ora chiedono rimborsi milionari. In più, è stato rimarcato come il protocollo sia stato rispettato sui primi dodici pazienti previsti, mentre vari tribunali avrebbero poi autorizzato la “cura” su altri degenti.

Di fatto, secondo i legali, condannare i quattro bresciani sarebbe come andare contro le leggi dello Stato. Per tutti, i legali hanno chiesto l’assoluzione, mentre a maggio si arriverà alle battute decisive. Nel frattempo, come scrive il Corriere della Sera, Carmen Terraroli, operante al Civile dal 1982, avrebbe presentato una richiesta di andare in pensione in anticipo, da ottobre.

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