(red.) La società autostradale Anas che gestisce anche la statale 42 in Valcamonica, nel bresciano, ha risposto all’allarme della sindaca di Ponte di Legno Aurelia Sandrini sul presunto pericolo derivante dal ponte Narcatello. Il primo cittadino aveva sottolineato di aver sollecitato interventi e controlli per due anni dopo che il viadotto si presentava deteriorato in più parti e, tra l’altro, sorretto da un tronco di legno. Ma l’Anas, destinataria dei messaggi comunali, con una nota intende rassicurare sul fatto che non ci sia alcun grave problema strutturale e quindi nessun problema di sicurezza per la viabilità.

Al massimo, qualche criticità locale dovuta al calcestruzzo in parte rovinato. Questo, scrive l’Anas, è stato accertato in un sopralluogo avvenuto il 30 marzo e in cui è stato posizionato il puntello di legno, ma attualmente sparito nel nulla. E sembra che il Comune non sia stato avvisato di quel controllo. In ogni caso, la stessa società dice di essere al lavoro per il progetto di risanamento e ripristino e che presto saranno affidati i lavori. La protesta del sindaco era seguita a quanto successo a Fossano, dove un viadotto si è spezzato a metà ed è crollato su un’auto dei carabinieri, per fortuna senza provocare vittime o feriti.

Nel caso camuno, si parla di un ponte che conduce verso il parco giochi e sotto il quale si trova la pista ciclabile. La nota dell’Anas rende tutti più sicuri? Non la Federazione Italiana degli Autotrasportatori di Brescia che sottolinea un altro disagio. Secondo la legge, questo genere di ponti non può essere attraversato da più di 60 tonnellate di carico in contemporanea. Salvo i mezzi eccezionali che devono però avere un’autorizzazione della Provincia. Il problema riguarda proprio il fatto che diverse aziende ricevono il via libera annuale, ma spesso trasportano più merce rispetto a quanto dovrebbero.

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