(red.) Mercoledì 19 aprile il giudice di Brescia Anna Di Martino ha condannato a 5 anni di carcere un 47enne e un 37enne nigeriani per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’organizzazione “Eiye”. Si tratta di un gruppo nato nello Stato africano e poi “esportato” anche a Brescia con l’intento di trovare nuovi affiliati al clan. Che poi si sarebbe dedicato al traffico di droga, sfruttamento della prostituzione ed estorsione. Non è la prima volta che l’organizzazione finisce alla sbarra.

Il pubblico ministero Paolo Savio, ancora attualmente sostenitore dell’accusa, aveva portato a processo altri componenti del gruppo che intimidiva i connazionali per farli aderire. Nell’ultimo caso, in undici sono finiti davanti alla corte al tribunale di Brescia dove sono arrivate le due condanne. Uno dei due colpiti dalla sentenza, secondo gli inquirenti, avrebbe ferito due connazionali con l’intento di farli entrare in “Eiye”. Questi avrebbero dovuto versare 600 euro e occuparsi del traffico di droga e della prostituzione.

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