+200% di casi di morbillo nel bresciano. Soprattutto adulti. Consigliato il vaccino

(red.) L’allarme sul ritorno del morbillo è stato lanciato a livello nazionale dal ministero della Salute. Nei primi mesi del 2017 gli affetti sono aumentati del 230% rispetto allo stesso periodo del 2016. “Colpa” dei vaccini sempre meno praticati perché molti ritengono che il trattamento porti all’autismo. Condizione che riguarda soprattutto i più piccoli e per questo motivo i genitori spesso preferiscono tenere i figli a distanza dalle punture.

Com’è la situazione a Brescia? La indica l’Agenzia di Tutela della Salute che non parla di epidemia a fronte del morbillo, ma comunque di una situazione in cui c’è da riflettere. In tutto il 2016 sono stati segnalati sei casi in provincia di Brescia, ma nei primi due mesi del 2017 sono già venti. Soprattutto adulti che non si sono mai sottoposti al vaccino. E che, secondo gli esperti, dovrebbero praticarlo visto che la malattia presenta i sintomi più gravi proprio in fascia adulta.

C’è comunque da sottolineare che la copertura vaccinale nel bresciano è dell’oltre il 91% contro il 90% a livello regionale e l’85% nazionale. Ma la popolazione che è stata già sottoposta al trattamento non è sufficiente, in termini numerici, per garantire la protezione a chi rischia di contrarre il morbillo. Tra l’altro, il vaccino è gratuito e da compiere in due dosi. Non è obbligatorio, ma consigliato.

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