Due caseifici abusivi di formaggio trovati in Valtrompia. E carne riciclata in città (foto di archivio)

(red.) Doppia operazione da parte dei tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia nei giorni precedenti a sabato 18 marzo. I funzionari, infatti, impegnati nella campagna di consueti controlli per conoscere le condizioni in cui vengono trattate e prodotte le carni e altri alimenti, sono intervenuti in alta Valtrompia e in città. Per quanto riguarda la valle, i tecnici dell’Ats si sono mossi tra Marmentino e Bovegno ai danni di due caseifici che operavano nel più completo abusivismo. Qui sono stati trovati diversi lotti di formaggio che era stato prodotto in due laboratori senza alcuna autorizzazione igienico e sanitaria.

I funzionari del distretto veterinario di Gardone Valtrompia, dipendenti dalla città, hanno scoperto che le irregolarità riguardavano tutta la filiera. Per esempio, i bovini dai quali veniva ricavato il latte per produrre il formaggio erano privi di identificazione e quindi non erano mai stati sottoposti ad alcun controllo dal punto di vista sanitario. In parte ai ricoveri per gli animali c’erano, appunto, due laboratori di produzione, ma in scarse condizioni igieniche. Gli operatori hanno sequestrato 150 chili di formaggio che saranno distrutti, mentre i gestori dei due caseifici “fantasma” dovranno pagare in tutto 7 mila euro di multa.

Nella seconda operazione, quella svolta a Brescia città, gli agenti della polizia stradale che hanno fermato un camion al casello di Brescia centro per un normale controllo, hanno chiesto l’intervento dell’Ats. Il mezzo pesante, infatti, trasportava carne suina e polli freschi e congelati sui quali sono state notate delle violazioni sulla temperatura in cui venivano conservati e sul trasporto. Si tratta in tutto di quasi una tonnellata posta sotto sequestro e data al titolare per distruggere l’intero carico.

Invece, l’Ats, svolgendo un controllo all’azienda produttrice, ha verificato che i sigilli erano stati rimossi e che una parte di carne era già stata confezionata per essere rivenduta. Così i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione hanno incaricato un’azienda di distruggere 12,5 quintali di carne riciclata, mentre il titolare è stato denunciato. Emesse anche varie sanzioni dal punto di vista igienico e sanitario.

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