(red.) “L’omicidio volontario è senza ombra di dubbio reato ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno, che non richiede alcuna ulteriore valutazione in ordine alla pericolosità sociale del responsabile, che deve ritenersi in re ipsa attesa l’estrema gravità del reato stesso”. Questo quanto scritto in sentenza in Tar di Brescia, che respinge il ricorso presentato da Vicky Vicky contro la Questura di Bergamo.

L’indiano è stato condannato a 23 anno e 20 giorni di carcere dopo aver travolto e ucciso, a Chiuduno nella Bergamasca, la dottoressa Eleonora Cantamessa, dopo che quest’ultima si era fermata a soccorrere alcuni indiani protagonisti di una rissa in strada.

Il ricorso era stato presentato dal legale di Vicky Vicky, l’avvocato Bendetto Maria Bonomo, sottolineando che “il decreto è basato unicamente ed in via automatica sulla condanna subita, peraltro non definitiva, senza operare alcuna valutazione in ordine all’inserimento sociale dell’interessato, alla durata della permanenza in Italia ed alla sua situazione familiare e lavorativa”.

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