(red.) Condanna definitiva, anche in Cassazione. Così Antonio Franzini, 29 anni, dovrà scontarne 24 di carcere, confermati dall’ultimo grado di giudizio. La vicenda riguarda l’omicidio di Claudio Inversini avvenuto il 13 giugno 2012 a Mazzunno, frazione di Angolo Terme, nel bresciano. Le indagini avevano poi ricostruito che il clima in cui era maturato il delitto era quello passionale, in quanto Franzini avrebbe agito dopo che aveva visto Inversini con la propria ex fidanzata Erika Fiandaca. Nei momenti successivi aveva visto la nuova coppia in un bar e aveva cercato, inutilmente, di ricomporre il rapporto con la donna.

Poi quel 13 giugno, secondo la ricostruzione della Cassazione che ha confermato quanto stabilito nei primi due gradi di giudizio, Franzini si sarebbe fatto portare in auto dall’amico Sergio Bianchini nel luogo indicato. Proprio le dichiarazioni di Bianchi nei vari gradi del processo sono state utili per inchiodare il 29enne. Franzini aveva poi raggiunto Inversini sparandogli un colpo di pistola alla testa a distanza di pochi centimetri. Una vera e propria esecuzione. L’arma venne poi trovata quasi un anno dopo sotto le macerie di un cantiere che l’omicida aveva attraversato a piedi nella fuga.

I giudici, nella sentenza depositata pochi giorni prima del 17 febbraio, hanno anche confermato che Franzini quel giorno avesse consumato alcol e cocaina. Un motivo che aveva spinto i legali dell’assassino a verificare che l’assistito non si sarebbe ricordato di nulla. Hanno anche puntato il dito sul fatto che nessuno avesse indagato sull’attività sospetta di Inversini. Ma secondo la giustizia si trattavano di congetture. Il 29enne dovrà trascorrere quasi un quarto della sua vita in carcere e pagare 6 mila euro di spese processuali.

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