Rammarico e stupore questo lo stato d’animo della Direzione della Fondazione G.B. Bianchi nel constatare la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare lo stato d’agitazione all’interno della struttura. Ognuno è libero di esprimere ogni disagio che riscontra ma si fa veramente fatica a capire le reali motivazioni di questa decisione che riteniamo strumentale e rivolta più a fini politici esterni che non direttamente verso la Direzione della casa di riposo.

Negli ultimi 3 anni sono state promosse azioni per adeguare la struttura organizzativa alle crescenti necessità. Recentemente infatti la struttura ha ricevuto importante riconoscimenti ottenendo ben due certificazione di qualità ISO 9001/Vision 2015 e OHSAS 1800.

A fronte di 84 posti letto oggi trovano occupazione in Fondazione 69 lavoratori subordinati a cui si aggiungono 8 professionisti autonomi. Inoltre è stata data attenzione alla stabilizzazione dei posti di lavoro mediante contratti a tempo indeterminato e sostituito nei casi di necessità il personale assente. Inoltre sostenendo il sistema di welfare aziendale è stato mantenuto il costo del pasto per i dipendenti ad € 1,6 e garantita la formazione retribuita di tutti gli operatori. Fatto ormai raro inoltre, la fondazione pur essendo soggetto di diritto privato ha mantenuto il contratto degli enti locali notoriamente più tutelante del contratto privato. L’ultimo accordo sindacale aziendale ha previsto aumenti di livello per il personale delle autonomie locali.

Esistono e sono stati presentati dati certi che evidenziano una presa in carico ben al di sopra dello standard richiesto per la tipologia di ospiti.

Ancora, nuovi e consistenti gli investimenti effettuati per oltre € 355.000 (interventi sull’immobile € 244.000 e circa € 100.000 per attrezzature ed ausili). Ulteriori investimenti sono in programma anche nei prossimi anni. I risultati delle ultime gestioni chiusi con un risultato positivo, hanno confermato la corretta e trasparente amministrazione con scelte rivolte all’ospite ed alla sua famiglia che ha trovato espressione nel mantenimento delle rette invariate per il 2017.

Il vero dato che spesso non viene sufficientemente sottolineato è invece l’alto tasso di assenteismo. Fortunatamente a fronte di un consistente numero di collaboratori che svolgono il loro lavoro con attenzione e presenza costante si contrappone un numero limitato di addetti che si assenta dal posto di lavoro in modo sistematico. Nell’ultimo anno i dati indicano una percentuale complessiva del 13% di assenteismo con punte di assenze di quasi 500 giornate in tre anni.  Un elemento che va ben oltre il normale tasso di assenza registrato in altre RSA. Tutto ciò si traduce in un maggior carico di costi sulla struttura che si vede costretta ad assumere per coprire le assenze e comunque scarica sui colleghi presenti un aggravio di lavoro non più tollerabile.

Quindi, per la Direzione della fondazione le motivazioni a base dello stato d’agitazione sono infondate e, da addetti ai lavori, artificiose e non suffragate da dati oggettivi ma legate più a singoli personalismi. Non si spiega questa situazione dopo i notevoli sforzi fatti insieme ai tanti collaboratori che si identificano e partecipano convinti all’attività di assistenza degli ospiti.

L’auspicio della Direzione è che questa brutta storia si possa chiudere al più presto evitando di giocare sulla pelle degli ospiti fomentando le preoccupazioni dei familiari. Da parte nostra c’è, come sempre, la massima disponibilità al confronto serio e costruttivo che ponga sempre l’attenzione, non solo sul miglioramento della qualità del lavoro degli operatori ma soprattutto sulla qualità dell’assistenza degli ospiti, il cui benessere deve essere al centro dell’attenzione e del lavoro di tutti.

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