(red.) Durante la stagione invernale può accadere che un intervento di tipo speleologico richieda alle squadre di attraversare un territorio innevato per raggiungere la grotta, talvolta in presenza di un certo rischio di distacchi. È molto importante quindi che anche un tecnico speleologo del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) sia preparato ad affrontare l’eventualità di autosoccorso in valanga.

Ieri al Passo del Tonale si è concluso un percorso specifico dedicato proprio a questo ambito. L’iniziativa promossa dalla Scuola Regionale Tecnici Speleologi è stata possibile grazie alla collaborazione della Scuola Regionale Tecnici Alpini che ha messo a disposizione i propri istruttori tecnici alpini. Una quarantina i soccorritori, appartenenti alla IX Delegazione Speleologica Lombarda e provenienti da tutta la regione, che hanno partecipato alle due giornate sul campo in due momenti distinti”.

Nella prima giornata gli iscritti hanno approfondito la conoscenza delle procedure, l’uso dei materiali e l’impiego degli strumenti per l’autosoccorso in valanga quali artva, pala e sonda. Nel simulato del secondo giorno invece i tecnici speleologi si sono mossi in una situazione del tutto analoga a ciò che potrebbe accadere nella realtà, neve e figuranti compresi, per imparare a gestirla in autonomia in tutti i suoi aspetti, da quelli puramente tecnici fino alle componenti emotive di un infortunio da valanga”.

Un’esperienza che i partecipanti hanno definito positiva e di cui si sentiva la necessità, che ha portato a uno scambio utile, rivolto a un accrescimento delle diverse abilità ma anche ad aumentare la sicurezza dei soccorritori durante gli interventi”.

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