Vigili del fuoco, soccorsi, carabinieri ed elicottero. Ma è falso allarme su aereo caduto

(red.) Nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 gennaio è divampato un incendio in una palazzina del centro storico di Leno, nel bresciano. Al piano terra si trova una macelleria di proprietà degli stessi residenti che abitano con altri parenti al livello superiore dello stabile. A un certo punto, mentre marito, moglie e figlio stavano lavorando nel negozio, intorno alle 18, uno di loro ha avvertito un forte odore di bruciato.

Sono usciti dall’attività commerciale e hanno notato le fiamme levarsi nella parte alta della palazzina. A quel punto si sono subito sincerati delle condizioni dei parenti in casa assicurandosi che fossero illesi. Poi uno dei componenti ha tentato di spegnere il rogo con un estintore, mentre è stato chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. La zona è molto centrale all’interno del paese, tenendo conto che si trova a due passi dalla chiesa parrocchiale.

Sul posto sono giunti vari mezzi da San Polo, Montichiari e Verolanuova che hanno evitato il propagarsi dell’incendio sulle abitazioni vicine, sfruttando anche l’autobotte e una scala durante le operazioni. Presenti anche i carabinieri di Leno per ricostruire l’episodio e le cause, mentre la polizia locale si è occupata di chiudere al traffico una parte del centro storico per non interferire con lo spegnimento delle fiamme.

Nessuno, per fortuna, è rimasto ferito, ma sono andati a fuoco circa 100 metri quadrati di tetto e i danni sono ingenti. In ogni caso l’appartamento al piano superiore e il negozio sono rimasti agibili e non hanno subito conseguenze. La causa del rogo sarebbe dovuta a un malfunzionamento della canna fumaria che ha surriscaldato e distrutto la copertura, tra l’altro sostituita solo cinque anni prima.

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