(red.) Il legale della donna che prima di Natale si era vista togliere i figli per aver girato un film porno amatoriale nella propria casa di Ospitaletto, nel bresciano, ha depositato ricorso in tribunale. In particolare, si vuole chiedere al giudice di revocare l’ordinanza con cui la procura dei minori ha allontanato i due ragazzi di 14 e 16 anni dalla potestà della donna. Questa aveva confessato di aver partecipato alle riprese del filmino hard il cui set era stato allestito proprio nella sua abitazione.

Il motivo? La donna ha rivelato di averlo fatto perché dopo ventidue anni di lavoro in un’azienda era rimasta disoccupata per la chiusura dell’attività. Ma l’esigenza di dover pagare le bollette e di far fronte a una cartella di Equitalia l’avevano spinta a quell’azione. Di fatto, secondo il suo legale non si trattava di un’attività quotidiana, ma spinta dalla necessità. Tuttavia, secondo il tribunale dei minori la trasformazione della casa in un set a luci rosse sarebbe stato un “grave pregiudizio nei confronti dei figli e configurabile come maltrattamento”.

Dalla fine di dicembre la donna è costretta a comunicare con i due ragazzi solo tramite messaggi in attesa di giovedì 19 gennaio. In quel giorno ci sarà l’udienza per discutere il ricorso dell’avvocato che tra le varie pagine non ha mancato di provocare. “Allora si dovrebbero prendere provvedimenti simili anche nei casi dei porno attori e attrici che hanno figli minori” dice il legale.

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