(red.) La Presidenza provinciale delle Acli bresciane intende inserirsi positivamente nel dibattito sui voucher lavoro, esprimendo preoccupazione in relazione alla volontà da più parti espressa di abolire i voucher a causa degli impressionanti numeri registrati nel 2016 che ne certificano abusi e distorsioni.

Una soluzione radicale con la quale si rischia di rinunciare anche agli effetti positivi che lo strumento si proponeva di raggiungere. Chiediamo quindi – in primis ai parlamentari bresciani – un intervento normativo per tornare alla ratio con la quale vennero istituiti i voucher lavoro: ripristinare il vincolo dell’occasionalità, individuare pochi ambiti di utilizzo, ben circoscritti e delimitati, e soggetti altrettanto definiti, in particolare quelli molto deboli e marginali che spesso forniscono prestazioni lavorative sommerse”.

Le misure correttive introdotte per arginare gli abusi, come ad esempio la tracciabilità, pur andando in una direzione condivisibile, si sono rivelate troppo blande e quindi non in grado di risolvere da sole il problema nella sua globalità. Proponiamo l’introduzione di controlli effettivi, adeguati e continui accompagnati da una misura drastica che tolga la possibilità di utilizzare questo strumento alle aziende, le quali oggi hanno molteplici opportunità contrattuali anche flessibili (lavoro intermittente, stagionale, somministrato, tirocini formativi, apprendistato) per impiegare un lavoratore, con condizioni di vantaggio rispetto al passato”.

Forme contrattuali, quelle citate, che ad oggi rischiano di essere “fagocitate” dai voucher. Bisogna perciò eliminare alla radice quella che, pur avendo avuto il merito di contribuire a far emergere il “lavoro nero”, è diventata poi la valvola di sfogo del lavoro precario, che fa pagare il prezzo più alto al lavoratore e che danneggia la maggioranza degli imprenditori onesti e corretti che non utilizza in maniera fraudolenta lo strumento del voucher”.

Quanto detto in ordine generale vale anche per salvaguardare iniziative che, in questi anni, come Acli e attraverso i nostri circoli abbiamo concretamente promosso sul territorio per offrire piccole occasioni lavorative e quindi sostegno economico – ma anche psicologico e di dignità – a persone in difficoltà”.

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