La gentile redazione di Quibrescia.it, mi ha dato la l’opportunità di tenere una rubrica in cui parlerò di tecnologia e affini, dandomi campo libero sugli argomenti da trattare. Ho quindi deciso che la prima puntata di questa saga la dedicherò all’arcinota app di incontri Tinder, perchè una delle domande che mi facevo nei giorni scorsi era: come mai le persone che ho incontrato usando questo strumento sono quasi tutte fuori dalla provincia di Brescia?

Per chi non la conoscesse, dubito che siano in molti, Tinder è la regina della applicazioni che ha rivoluzionato il modo di incontrare nuove persone ed è disponibile per dispositivi Apple iOS, Android e Windows Phone.

Il suo funzionamento è molto semplice, basandosi sul vostro profilo di Facebook, l’algoritmo dell’applicazione vi proporrà dei profili di altre persone che riterrà “compatibili” a voi, dandovi la possibilità di vedere alcune immagini di altri utenti, il nome (ma non il cognome), il sesso, l’età ed un’eventuale breve biografia e la distanza massima per cui siete disposti a muovervi per un appuntamento la deciderete voi. A questo punto tocca a voi dare  “like” o “nope” ai profili, e se la persona dall’altra parte corrisponderà il like, potrete iniziare a chattare. La cosa interessante, soprattutto per il gentil sesso, è che l’app è assolutamente anti-stalking, nel senso che nessuno saprà nulla di voi se non il vostro nome e l’età e sarete assolutamente liberi di bloccare una persona che riterrete sgradita, ossessiva nei messaggi, o pesante.

Io ero uno di quelli che tempo fa diceva che quelli che si conoscono su internet sono degli sfigati, ora sarà perchè ci sono finito dentro, affermo che i siti e le app di incontri sono un modo come un altro di conoscere nuove persone . Anche a me piacerebbe che capitassero più occasioni spontanee, un flirt durante un aperitivo, che mi presentassero le amiche degli amici, ma è anche vero che le occasioni sociali sono sempre più rare, visto che ho 37 anni e la maggior parte delle persone che conosco sono super fidanzate, sposate e hanno figliato. Inoltre, ad una certa età, e non vorrei sembrare vecchio dentro, abbiamo meno voglia di metterci in gioco oltre che di sbaraccare durante le serate. Ma tutti, o quasi, abbiamo ancora voglia di avere vicino qualcuno, di innamorarci o semplicemente passare una serata in compagnia.

Man in bed with mobile phone in his hand
L’autore alle prese con la App Tinder.                                                                                 ph: Paolo Cordoni

Inoltre  Tinder è un ottimo antidoto temporaneo alla solitudine, intendo quella che imbruttisce, per tutte quelle serate in cui gli amici per andare al cinema o bersi una birra non ci sono, o semplicemente voglia zero di guardarti X-Factor.

Perchè tutti sono bravi a dire che da soli si sta bene ma secondo me la verità è che two is meglio che one come diceva la pubblicità del gelato, e quindi quando la malinconia ti assale di domenica sera verso le undici ,e hai solo in testa che mancano otto ore per alzarti ed andare al lavoro, sai che puoi tirare fuori il telefono e chattare con una persona che manco sai se vedrai, però almeno ti distrai e fai correre un po’ la fantasia.  La consiglio soprattutto agli over trenta, visto che si presuppone che i più giovani vadano ancora in discoteca a tirare limoni duri.

Secondo me, la realtà è che è più difficile innamorarsi a trent’anni suonati, c’è meno entusiasmo verso l’altro, più paura, e ognuno ha un po’ i cavoli propri a cui pensare; da chi lavora troppo a chi il lavoro non ce l’ha, chi è stanco, chi è rimasto deluso, chi proprio non ce la fa a lasciarsi andare e quant’altro. Siamo fragili e complessi no?

Fino ad ora posso dire che i miei incontri reali, una decina, sono stati positivi eccetto che un paio. Indipendentemente dal fatto di essere finito a letto con qualcuna o meno. Intendo dire, che le persone hanno di solito soddisfatto l’aspettativa della conversazione in chat. Diverso il discorso estetico, si può rimanere delusi o piacevolmente sorpresi, ma quasi mai le fotografie corrispondono alla realtà d’altronde la fotografia è una rappresentazione della realtà estremamente soggettiva.

A proposito di fotografie, inizialmente si ha la sensazione che sia tutto estremamente edonistico perchè a farla da padrone sono proprio le immagini delle persone. Le fotografie, nella maggior parte dei casi, sono disoneste, nei nostri profili Facebook siamo tutti bellissimi e vincenti, e su Tinder senza belle foto non si va da nessuna parte, come direbbero i più giovani e meno “non ti caga nessuno”.  Una volta ottenuto il match si chatta, e senza essere psicologi laureati ad Harvard, con un po’ di intuito si capisce chi si ha davanti, o meglio, dietro l’atro telefono. Dalla casalinga disperata ma non troppo, alla carrierista manager di multinazionale, alla professionista, la cassiera, la modella, quella che si innamora subito, quella che mai, la donna col pisello,  fino a quella che scrive che con la k (KE); un’umanità vasta e assolutamente eterogenea. Non so dirvi come siano i ragazzi, visto che nel mio caso cercavo il sesso opposto, ma immagino ci sia altrettanto di tutto di più.

Ho fatto anche una piccola prova, che non ha valore statistico, ma mi ha dato l’idea di come siano differenti i generi maschile e femminile. Una sera, davanti ad una birra, io ed un’amica abbiamo giocato rispettivamente sui nostri telefoni, cercando ragazzi e ragazze, e la differenza che abbiamo notato  è che in circa mezz’ora che lei riceveva un sacco di like, circa quindici, mentre io uno solo ogni sessanta-settanta like che avevo dato.

Tornando al domandone iniziale, la cosa che mi ha sempre un po’ scocciato di Tinder è che sia poco utilizzata a Brescia, e non capisco il perchè; la maggior parte delle persone che vi propone l’algoritmo sono ad almeno ad 82km di distanza da Brescia…Milano. a Brescia ce ne sono pochissime.

Finora per conoscere persone mi sono mosso a Milano, Como, Padova, Bergamo, Verona, Parigi e Nizza mentre ero in vacanza. Ora avrei più voglia di mogli e buoi dei paesi tuoi, ma a quanto pare l’impresa è difficile.

La cosa ancor più incredibile è che a Brescia sono uscito con un’irlandese in vacanza e con una ragazza di Mantova e con una tedesca. Solo due volte con ragazze di Brescia.

Semplicemente il dating è visto ancora male come fenomeno e ieri sera ho fatto il conto, ho potuto scorrere solo una ventina di profili nella nostra provincia, di cui sette erano straniere probabilmente in vacanza.

Brevi FAQ

Ma a Brescia i ragazzi e le ragazze non hanno più voglia di innamorarsi? Non credo.

In questa provincia sono tutti impegnati felicemente? Non credo altrettanto.

Tinder è vietata a Brescia? La puoi usare in tutto il mondo occidentale di sicuro.

Da Tinderomane mi permetto di darvi qualche consiglio:

Foto profilo chiare dove siete venuti bene, tutti ne abbiamo. E comunque fatevi fare una foto da un amico o da qualcuno, i selfies sono pessimi.

Simpatia nelle conversazioni, le persone hanno voglia di ridere. Come primo approccio, di solito, alle persone non gliene frega nulla se vivete in un attico e che lavoro fate, quindi “ciao come stai, che lavoro fai” è NOIOSO;

Una breve biografia o una frase simpatica nel profilo aiuta, non un tema ovviamente;

Non mettete “like” a tutti/e per narcisismo, quando sapete in partenza che non chatterete con la persona che ha corrisposto, anche se non vi conoscono le persone ci rimangono male:

Quando uscite con qualcuno (per i ragazzi) non fate i tirchi, offrite da bere, è un gesto che viene ancora apprezzato;

Nemmeno dovrei dirlo, rispetto e buona educazione sempre;

Siate voi stessi;

Se durante l’appuntamento vi state annoiando o semplicemente la persona di fronte non vi piace, accampate scuse, alzatevi e andatevene, altrimenti posso garantire che diventa pesante reggere tre ore con una persona di cui non ve ne frega nulla;

Fate come vi pare, non sono nessuno per dirvi cosa fare.

Alla fine Tinder in salsa bresciana è divertente ma è anche un grande sbattimento a causa delle distanza epiche da percorrere, sembra un po’ di giocare da soli alcune volte, e quando sai che dovrai farti cento chilometri in auto per incontrare una persona che non sai nemmeno se ti piacerà, ti passa un po’ la voglia. Vuoi mettere bersi un aperitivo comodo comodo in Piazza Duomo? Spero davvero che si diffonda anche nella nostra provincia, perché è triste che tanti cuori solitari non si incontrino solo per mancanza di occasioni.

Altrimenti usatelo e fatevene una ragione che vi metterete con una/un milanese.

 

tommaso-quibresciaTommaso vive e lavora a Brescia, si occupa principalmente di fotografia, ma ogni tanto gli piace anche scrivere di nuovi media, costumi e società. E’ appassionato di film francesi, skateboarding ma è troppo vecchio per praticarlo. Il suo obiettivo primario a medio termine è smettere di fumare. Potete vedere i suoi lavori su tommasoaltamura.it e  sul suo profilo Instagram

Comments

comments