(red.) La disavventura è capitata a due apicoltori di Caino, Laura Galli e Marco Cavaioni, che hanno visto le proprie api uccise a decine di migliaia da un misterioso avvelenatore il quale ha insufflato sostanze tossiche in ben 16 arnie sparse nella zona, mandando in fumo – quasi certamente per una vendetta personale – investimenti importanti e anni di lavoro.
La signora Galli è stata la più colpita, con 12 arnie avvelenate, mentre delle 30 arnie di proprietà di Cavaioni ne sono state avvelenate quattro.
L’associazione degli apicoltori della provincia di Brescia ha fatto verificare le cause della morte degli insetti e il verdetto è stato inequivocabile: avvelenamento.
Le analisi di laboratorio (ancora in corso) permetteranno di capire meglio la tipologia della sostanza tossica che, con tutta probabilità, è stata immessa nelle arnie da una mano umana che ha agito durante la notte.
In ogni arnia vivono mediamente tra 70 mila e 120 mila api. Indagano i carabinieri di Nave.

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2 Commenti

  1. Concordo con Oscar. Gran bastardo e merita il peggio.
    Ammazzare delle api, unici esseri viventi che, oltre a dar un servizio GRATUITO alla comunità con migliaia e migliaia di Km quadrati di impollinazioni varie, alla fine del loro percorso danno da vivere a chi, con passione e sacrificio, si dedica a loro producendo vari prodotti; dalla cera al miele, dalla melata alla pappa reale e varie cosmesi naturali.
    Prima o poi la natura farà i conti con tutti noi, anzi… lo sta già facendo, e per dirla tutta… ce lo meritiamo.