Tanta gente anche lunedì mattina su Floating Piers

(red.) Tanta emozione, molta suggestione, ma anche diversi disagi. Floating Piers, la passerella di Christo inaugurata sabato mattina 18 giugno e aperta fino al 3 luglio, è stata tutto questo, almeno nei primi due giorni di apertura. Circa 50 mila persone nel giorno del “taglio del nastro” e altrettante domenica 19 hanno portato a 100 mila i turisti nel primo weekend di apertura. Senza dimenticare, però, che molte persone hanno preferito tornare a casa senza aver visto nulla a causa del sovraffollamento. I treni sono presi d’assalto e la stazione ferroviaria di Sulzano, ritenuta meta iniziale (ma si può partire anche da Sensole e Montisola) è stata letteralmente invasa.
I disagi maggiori si sono registrati domenica mattina 19 giugno quando dalla cabina di regia è arrivata la disposizione di chiudere la passerella galleggiante sul lago a causa del meteo. Risultato: ritardi che si moltiplicavano sulle corse dei treni, convogli bloccati e ferme le navette di collegamento tra i parcheggi e l’attrazione. La situazione si è poi sbloccata nel primo pomeriggio, intorno alle 13,30, quando i varchi sono stati riaperti. Per rendere più fluida la situazione, alcuni treni che avrebbero dovuto fermarsi a Sulzano hanno proseguito la corsa verso Sale Marasino e da qui gli utenti hanno preso la navetta verso il ponte. Ma a questo si è aggiunto un altro fenomeno. Chi non voleva aspettare ore chiuso nel vagone del convoglio prima che la situazione si sbloccasse, da Iseo a Sulzano sono stati compiuti 7 chilometri a piedi. Un vero e proprio fiume di persone.
Inoltre, il tratto di passerella dell’isola di San Paolo, dove si trova la villa della famiglia Beretta, è rimasto chiuso al transito dei turisti. Da una parte c’è chi pensa sia collegato al blocco dei treni il primo giorno per protesta proprio contro i Beretta. Ma la famiglia parla di una questione meteo. E su questo punto anche l’artista Christo avrebbe alzato la voce chiedendo di essere più elastici per evitare problemi di ordine pubblico. Non a caso domenica ha piovuto e molti turisti si sono armati di ombrelli salendo sulla passerella. Si solleva anche un’altra questione sul fronte dei disagi. Se Sulzano è presa d’assalto, tutti i paesi vicini della sponda bresciana del lago sono rimasti deserti. La metà dei turisti, infatti, arriva in treno verso la meta iniziale dell’opera e il resto dai battelli.
Una situazione che, per esempio, ha indotto Iseo a chiedere ai turisti di rimanere in paese un paio di ore in attesa che i varchi si sbloccassero. Poi ci sono da aggiungere anche i maleducati, quelli che consumano bibite e alimenti sulla passerella, ma li lasciano sull’opera d’arte. E tra l’altro per diverse ore su un lato c’era persino un topo morto. Ma ovviamente ci sono anche i lati positivi, con l’emozione di salire sulla passerella. Tanto che si è svolto anche un matrimonio e domenica il passaggio della Fanfara Tridentina. Lunedì 20 giugno, alle 22,34, si potrà salire anche per il solstizio d’estate, quando la luna piena potrebbe assumere un colore rosato.
C’è poi da sottolineare la posizione dei critici d’arte che si dividono sull’opera. Philippe Daverio la ridimensiona come una “sagra di paese”, mentre Vittorio Sgarbi ritiene che sia un’opera “verso il nulla”. L’eccentrico critico era atteso su The Floating Piers, ma ha accusato un malore, sembra una colica renale. “E’ un’opera verso il nulla se chi arriva punta a salire sulla passerella senza visitare i paesi vicini, da Pisogne a Iseo”. Lunedì 20 giugno è atteso un comunicato dalla cabina di regia, mentre alle 11 si terrà una riunione con la prefettura. L’obiettivo è trovare una soluzione per i trasporti sui treni presi d’assalto, magari distribuendo l’afflusso non solo su Sulzano, ma almeno anche su un’altra stazione.

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