manerbio_municipio(red.) Discriminazioni all’ufficio anagrafe del comune di Manerbio, nella Bassa Bresciana? E’ quanto denuncia una cittadina non vedente residente in paese.
“Mi chiamo Barbara Menoni, sono una ragazza non vedente e vivo a Manerbio”, racconta in una nota inviata alla nostra redazione. “Per motivi personali mi sono recata all’anagrafe del mio paese, dove ho chiesto se gentilmente l’impiegata poteva autenticarmi delle firme su dei documenti”.
L’impiegata, però, si è rifiutata, “pur avendole mostrato la legge che attribuiva anche ai comuni, oltre che ad altri enti, la possibilità di effettuare questo servizio. Ma non è tutto: la signorina mi ha ribadito che si chiedeva come io potessi essere in possesso di carta d’identità e passaporto da me firmati, che se io avessi fatto richiesta di carta di identità e passaporto allo sportello dove c’era lei, non mi avrebbe mai fatto firmare, ma mi avrebbe concesso i documenti di identità con apposte le X al posto delle firme”.
“Ora io mi chiedo, come è possibile che in un paese come il nostro, una persona disabile possa essere umiliata in questo modo, da qualcuno che solo perché ricopre una carica si sente in diritto di offendere le persone che ha davanti, senza neanche rendersi conto che c’è una legge del 1975 che dichiara il cieco in grado di firmare qualsiasi tipo di documento assumendosene le responsabilità. Forse sarebbe meglio che istruissero un po’ di più le persone che mettono nell’amministrazione pubblica”.

 

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