da-frank-pizzeria(red.) Proseguono le indagini della polizia di Brescia sul duplice omicidio della Mandolossa, dove in un agguato sono stati uccisi Giovanna Ferrari, 63 anni, e Franco Seramondi, 65 anni, proprietari della pizzeria da asporto Da Frank, in via Valsaviore.
L’omicidio è avvenuto poco prima delle 10 di martedì 11 agosto. Due uomini in scooter si sono avvicinati al negozio, uno di questi sarebbe sceso dal mezzo, sarebbe entrato nell’attività, avrebbe chiuso la porta, e con un fucile caricato a pallettoni avrebbe sparato alla donna, uccidendola sul colpo, e avrebbe poi fatto fuoco contro il marito, colpito alle spalle forse mentre tentava di sfuggire al sicario.
A lanciare l’allarme è stato un senza tetto che vive nella zona, che ha notato una macchia di sangue ed è riuscito a chiamare aiuto. Poi l’arrivo di un’ambulanza e delle forze dell’ordine. Seramondi, soccorso dai sanitari, è spirato all’ospedale Civile di Brescia, qualche minuto dopo l’aggressione. Sul luogo del delitto si è recato anche Marco Seramondi, figlio della coppia, disperato per la morte dei genitori.
La polizia sta seguendo la traccia del motorino. Una telecamera puntata su via Mandolossa avrebbe, infatti, inquadrato il mezzo. Sono in corso una serie di accertamenti, e tutti le piste sono al vaglio degli investigatori. L’unica ipotesi scartata è la rapina, dato che dalla cassa non mancava un centesimo. La polizia sta scavando nella vita dei coniugi per cercare di trovare qualche elemento utile alle indagini.
I proprietari della pizzeria da asporto, da sempre, avevano denunciato la difficile situazione della Mandolossa, zona di traffici di droga e di prostituzione, ponendosi in antitesi al racket criminale. Un altro elemento che si sta valutando è l’aggressione subita da un dipendente della pizzeria, lo scorso primo luglio. Arben Corri, un cittadino albanese di 43 anni, era stato ferito da un colpo d’arma da fuoco sparato da un’auto in corsa.

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1 COMMENTO

  1. Difficile dire al momento dire cosa a portato ad una esecuzione così efferata, tipica di una modalità mafiosa.

    Proprio ieri, con una coincidenza certamente casuale ma suggestiva, é stato estradato dalla Spagna una tale Locatelli, bergamasco, uomo di riferimento dei narcos sudamericani, proprietario di una flotta di navi e capace di servirsi di banche per spostare milioni di dollari.

    Magari l’uccisione dei due poveretti non c’entra proprio nulla, ma la coincidenza temporale delle due notizie deve farci riflettere sull’esistenza di un livello della criminalità organizzata alla quale diamo spesso una attenzione insufficiente, ovvero a quell’intreccio che lega la ricchezza imprenditoriale di quel territorio con il fiume di soldi legati al commercio della droga.

    La storia di Locatelli é descritta molto bene da Saviano, sulla Repubblica di ieri.
    http://www.repubblica.it/cronaca/2015/08/11/news/da_bergamo_al_messico_l_impero_del_signore_della_coca-120775546/