Medeghini(red.) I fratelli Arturo e Severino Medeghini, ex titolari dello storico gruppo caseario bresciano fallito nel 2010, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Brescia per reati fallimentari. Le manette sono scattate nell’ambito dell’operazione “Ghost Cheese”, dopo un’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica tramite il procuratore aggiunto Sandro Raimondi.
L’azienda era stata dichiarata fallita dal tribunale di Brescia dopo la liquidazione volontaria chiesta dai soci. Era stata lanciata anche la possibilità di un accordo con le banche creditrici, ma si risolse in un nulla di fatto. Tanto che l’anno precedente alla chiusura definitiva dei battenti per opera della sezione fallimentare, l’industria aveva iscritto a bilancio 106 milioni di euro di perdite e il 27% in meno di vendite. Un calo notevole, visto che l’impresa era stata in grado di fatturare fino a 300 milioni di euro e di dare lavoro a 400 dipendenti.
Come dicevamo, le manette sono scattate per presunti reati fallimentari. Nell’operazione, è stata anche sequestrata un’ingente somma di denaro. Secondo le prime informazioni che trapelano dalla conferenza stampa convocata alla Procura di Brescia, e riportate dal Giornale di Brescia, i due fratelli si trovano in carcere, e sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Si parla di venti indagati, e di una cifra pari 4,2 milioni di euro sotto sequestro. Nell’inchiesta sarebbero coinvolti anche tre funzionari di due banche, per i quali viene contestato il concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale. Avrebbero tradotto la richiesta di prestiti con mancanza di garanzie in finanziamenti concessi a varie società collegate al gruppo caseario bresciano.

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