sondaggio(red.) Il posizionamento, o meno, del Bigio in piazza Vittoria, a Brescia, non sarebbe una questione politica. A sostenerlo il sito Ilbigio.it, che ha dato vita a un sondaggio per capire le idee dei cittadini favorevoli al ritorno della statua di Arturo Dazzi nella sua posizione storica.
“Il Bigio non è una faccenda politica. O meglio: non è vero che i sostenitori del ritorno del Colosso del Dazzi in piazza Vittoria siano tutti o in maggioranza nostalgici del Fascismo. Noi non lo siamo. Ma non basta. Per dimostrarlo a chi spara sentenze”, si legge in una pagina del sito, “abbiamo chiesto ai nostri lettori di Facebook di indicarci le loro appartenze politiche rispondendo a un sondaggio tramite la celebre piattaforma mondiale SurveyMonkey. Hanno partecipato circa in 200 e il risultato è molto interessante. “Solo” il 9% dei sostenitori del Bigio è di estrema destra (e quindi etichettabile nella categoria dei nostalgici), mentre il 39 si dichiara di centrodestra (fatto non strano, visto che il ritorno del Bigio è stato caldeggiato da diversi esponenti della giunta Paroli). Ma la circostanza curiosa è che il 10,5% si dichiara di centro, mentre il 17,6 si dichiara di centrosinistra (un dato che i valore assoluto si traduce in almeno un terzo degli elettori di pd e alleati), cioè dello schieramento che esprime il sindaco di Brescia Emilio Del Bono. Infine c’è un 8,2% di grillini e un 15,3% di non votanti.

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9 Commenti

    • D’accordissimo… Per togliere dagli impicci anche il povero DEL BONO, io proporrei, semplicemente, un piccolo referendum cittadino, associato alla prossima tornata elettorale per non spendere troppo, cosicché il loro parere lo possano esprimere i bresciani, che, magari, per una volta potrebbero essere anche ascoltati.

        • come scritto da un nostalgico su questo blog, la si potrebbe portare al Vittoriale di Gardone Riviera. Sua destinazione naturale, dove si paga per entrare, chi la vuole vendere lo può fare in qualsiasi momento e senza fastidio per chi ne vede ancora il lato politico.

          Ma pensare di avere una statua ormai diventata un simbolo politico in piazza dove tutti dono obbligati a vederla, proprio no.
          Non vorrei poi vedere stupidotti vari che ci passano davanti e fanno il saluto romano o peggio ancora sempre gli stessi stupidotti che obbligano gli altri a fare il saluto romano al bigio come ai tempi del ventennio…

  1. accettiamo per vero questo sondaggio, anche se so perfettamente come si truccano i sondaggi internet, gestendo io un sito so come funziona. Per cui diamolo pure per per vero, ma con il beneficio del dubbio.

    200 votanti possono essere un campione valido? 250.000 abitanti a brescia più altrettanti nell’interland di gente che arriva quotidianamente in città per studio e per lavoro, e costoro per perorare la propria idea riescono a interpretare i numeri come fossero noccioline? Ma per piacere! a questo punto tanto vale dare le percentuali delle prossime elezioni.

    mi spiace contraddire costoro, ma il Bigio in piazza è una questione politica, perchè i partigiani hanno tirato giù quella statua, per ciò che significava, per il nome che portava, e per la “nostalgia” che porta con se.

    Non se ne parla proprio. La storia ha già emesso il proprio verdetto. Chi perde sta zitto!

    In fin dei conti qualcuno ha visto in giro a brescia statue, vie o piazze intestate a Lenin? o a Carlo Marx?

    • Allora, seguendo il tuo ragionamento, è giusto e corretto che i “simboli” di qualcosa o qualcuno che è stato sconfitto debbano essere “tirati giù”. Quindi, dal loro punto di vista, bene fanno i talebani a distruggere le statue del Budda in Afganistan, e l’ISIS a distruggere le vestigia storiche ed archeologiche in IRAQ e Siria… E chi perde, sta zitto!!!

      • Abbia pazienza, capisco che citare talebani e Isis sia suggestivo e di moda nel mondo impaurito odierno, ma il paragone con il bigio è assolutamente improprio.
        La statua è stata rimossa, non distrutta (e le circostanze della rimozione, chi la dispose e perché, sono ben note) dopo tredici anni di presenza nella piazza.
        Dopodiché Brescia e i Bresciani, impegnati in altro dopo più di vent’anni di dittatura e cinque di guerra – di cui un paio d’annetti di guerra civile – della statua e degli annessi e connessi se ne sono in massima parte scordati, mentre la piazza veniva modificata più e più volte senza che nessuno – giustamente – si sognasse di radere al suolo le strutture piacentiniane. Questo periodo, mese più mese meno, si protrae da settanta anni.
        Da qualche anno una precisa parte politica ha deciso che era il caso di ripristinare la statua e le sue pertinenze.
        Questi sono i dati, poi vengono le opinioni. Almeno evitiamo la propaganda

  2. Dist.ma Redazione di Quibrescia.it, mi permetto di segnalare che nel titolo dell’articolo la parola ” centra “secondo me no è corretta dal punto di vista grammaticale, secondo me andrebbe scritto “c’entra”.
    A suffragare questa mia supposizione ho consultato il sito “treccani.it” e “accademiadellacrusca.it”che mi sembrano abbastanza affidabili.
    Scrivo questo msg non per saccenza o altro (non vorrei finire come collodiana memoria ricorda, spiaccicato al muro) ma per dare le giuste misure alla lingua italiana che, ahinoi, si sta mischiando troppo con altri idiomi…
    Se poi qualcuno pensa che non ho nulla (eufemismo) da fare, beh, forse ha ragione…”